Lazio, è il momento di Berisha: fame di riscatto (e di Champions League)

Il centrocampista della Lazio ha raccontato i propri obiettivi, come riporta la rassegna stampa di Radiosei. Dopo una stagione difficile, vuole riscattarsi.
10.08.2019 07:20 di Laura Castellani Twitter:    Vedi letture
Fonte: Lalaziosiamonoi.it
© foto di Federico Gaetano
Lazio, è il momento di Berisha: fame di riscatto (e di Champions League)

Un lungo recupero. Ma ora è tornato in campo, Valon Berisha. Torna anche il sorriso. Dopo la riabilitazione austriaco, dopo una stagione frenata dagli infortuni, adesso è arrivato il momento giusto. Un lungo calvario, per l'ex Salisburgo, che non ha mai permesso di vederne davvero le qualità: ad Auronzo, lo scorso anno, accusò un infortunio muscolare. Ricadute su ricadute, lo sa solo lui quanto ha tribolato. Poi, al termine della stagione, anche la cisti al ginocchio. E pensare che a Salisburgo si era fermato solo una volta, a causa del legamento crociato. L'operazione, la riabilitazione, e infine la Lazio. Ritrovata di nuovo a Marienfeld. Con grande speranze per la stagione che verrà.

VOGLIA DI RISCATTO - D'altronde, a Formello, a tanti è capitato di riscattarsi ed esplodere dopo stagioni opache. E lui confida moltissimo in questa possibilità. È successo a Felipe Anderson e Luis Alberto, prima di lui: "È ciò che voglio! Ho vissuto un anno difficilissimo, fin dall'inizio. Mi sto impegnando al massimo per vivere la stagione della rinascita. Spero succeda anche a me", sono le sue parole lette nella rassegna stampa di Radiosei. Tenacia, determinazione. Per mettersi alle spalle una stagione complicata. Fatta di travagli fisici, ma anche solitudine: dura ambientarsi in una nuova città senza conoscere nessuno, con la famiglia lontana. La società ha cercato di aiutarlo. In Thomas Strakosha ha trovato un amico d'oro, quasi un fratello. A oggi, Berisha sente bene la fiducia del club. Vuole dimostrare quanto vale, far vedere le sue carte, la sua indole offensiva sul campo. Si descrive come un giocatore creativo e imprevedibile, sa quanto queste qualità potrebbero essere utili alla Lazio. Aspetta solo la chance di Inzaghi: "Sia io che la Lazio vogliamo la Champions. Possiamo arrivarci se lavoreremo sodo. Io darò tutto"

LAZIO, ECCO BERISHA - Testa sulle spalle, sempre. La passione per il calcio non ha mai capitalizzato tutta la sua giovinezza. Da una parte, l'idolo Ronaldinho. Dall'altra gli studi, il liceo classico. Soprattutto, la famiglia: a 16 anni, ha detto no a tante top di Premier League per restare in Norvegla. Non ci metteva la mano sul fuoco che avrebbe continuato con il calcio: un azzardo troppo grande cambiare radicalmente stile di vita. Ed è restato con la madre, il padre, il fratello. Quel padre che prende a esempio, grande lavoratore che gli ha insegnato i valori dell'impegno, del sudore per raggiungere gli obiettivi. Pochi soldi a casa, di certo non è uno vissuto nella bambagia. Da Egersund a Roma: un bel salto, con tanto viaggio nel mezzo. Senza mai dimenticare le proprie origini. Gli hanno insegnato la generosità, il bisogno di aiutare le persone in difficoltà. Ne ha affrontate tante, quand'era piccolo. Attrettante sul campo. Ma non ha mai messo in dubbio la sua capacità di reagire: "Io amo il calcio e non mollo. Qualsiasi problema abbia avuto o avrò, so che non mi fermerò mai perché Dio mi ha dato questo talento. Possono frenarmi i problemi fisici, non la mentalità"

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Pubblicato il 9 agosto alle ore 08:45