Lazio - Empoli, il rigore di Caicedo vale tre punti: biancocelesti quarti

Pubblicato il 7/02 alle ore 22.20
08.02.2019 07:27 di Laura Castellani Twitter:   articolo letto 3406 volte
Fonte: Laura Castellani - Lalaziosiamonoi.it
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Lazio - Empoli, il rigore di Caicedo vale tre punti: biancocelesti quarti

Basta un gol. Dopo quello contro il Frosinone, lo firma ancora Caicedo. Ancora lui, ancora decisivo. L'attaccante ecuadoriano procura e concretizza un calcio di rigore, sfruttando un'ingenuità di Provodel che spiana la strada al successo della Lazio. Contro l'Empoli, i biancocelesti conquistano altri tre punti: inutile ripetere quanto siano vitali per la corsa Champions. A maggior ragione dopo lo stop congiunto di Milan e Roma nella scorsa giornata di Campionato. La squadra laziale va in vantaggio a cinque minuti del primo tempo e obbliga l'avversaria a inseguire. Non senza subire qualcosina di troppo nella ripresa, almeno per i gusti di Inzaghi. Ma, alla fine, i contropiedi dell'Empoli ottengono poco. Passa la Lazio. 

LAZIO, CAICEDO - GOL - Tra il pubblico all'Olimpico, ci sono anche Luis Alberto e Immobile. Convocati, ma poi destinati a sedersi in tribuna, reduci di alcuni fastidi rimediati nel match con il Frosinone. Invece, è l'ora di Romulo: il brasiliano viene lanciato dal primo minuto. È il suo esordio con la maglia della Lazio. A tre giorni dall'ultimo impegno in campionato, l'insidia maggiore per i biancocelesti è il rischio di accusare un po' di stanchezza. E qualche leggerezza di troppo presta il fianco alle ripartenze della squadra di Iachini, determinata a difendersi compatta e ripartire seguendo i propri attaccanti. Il bosco di maglie blu nella metà campo empolese è fitto, ma il traffico sulle due fasce e i cross riescono comunque a spingere in avanti Caicedo e Correa, deputati a rilevare il pacchetto offensivo in assenza di bomber Ciro. Proprio il primo è bravo a sfruttare l'indecisione di Provedel al 41esimo: si avventa sul pallone e rimedia un fallo sull'intervento molto ingenuo del portiere toscano. Calcio di rigore, concretizzato dall'ecuadoriano - non senza un determinato tentativo di Correa di andare lui stesso sul dischetto -: Lazio in vantaggio.

DIFENDERE IL GOL - Un episodio che rompe l'equilibro e costringe l'Empoli ad alzare il baricentro e inseguire l'avversaria per tutta la ripresa. Pur senza asfissiare la difesa laziale, i toscani ci provano, bravi a sfruttare le palle perse per strada dai biancocelesti: al 60esimo, la conclusione dalla distanza di Krunic è un brivido. Diciassette minuti dopo, l'imbucata di Silvestre su punizione è un altro rischio. Inzaghi chiama in causa Cataldi e Badelj, al posto di Milinkovic (infastidito da una botta subita nel primo tempo alla coscia sinistra) e Berisha, con il proposito di addormentare la partita con un giro palla ordinato. Più utile alla causa, rispetto al lasciare il pallino del gioco in mano agli avversari. Una strategia resa complicata dalla stanchezza, che stringe la Lazio nella sua metà campo più del pressing empolese sul finale. Pedro Neto, lanciato in campo all'83esimo (al posto dell'ennesimo infortunato, Caicedo), è una boccata d'aria fresca: le sue cavalcate sulla fascia sono quello che ci voleva per allentare la pressione e bruciare gli ultimi minuti senza troppi rischi. Alla fine è 1-0, il rigore di Caicedo vale tre punti. Vitali, per la corsa Champions.