Lazio, il Tucu mette il turbo: Milan eliminato, è finale di Coppa Italia!

Pubblicato il 24-4 alle 22.35
25.04.2019 06:30 di Laura Castellani Twitter:    Vedi letture
Fonte: Laura Castellani - Lalaziosiamonoi.it
© foto di DANIELE MASCOLO/PHOTOVIEWS
Lazio, il Tucu mette il turbo: Milan eliminato, è finale di Coppa Italia!

La Lazio batte a San Siro il Milan e vola in finale di Coppa Italia. Basterebbe solo questa frase, per parlare della partita di questa sera. Non servono altre parole: i biancocelesti eliminano la squadra di Gattuso, cancellano la brutta partita con il Chievo e si guadagnano la qualificazione con una grande prestazione. Medicano le proprie ferite, imparano la lezione. Si riscattano dalla semifinale persa ai rigori dello scorso anno. Serviva tornare in campo con umiltà e carattere: sono stati giorni complicati, a Formello. Le nuvole nere sono svanite, come quelle su Milano che promettevano pioggia, per poi dissiparsi sopra il cielo di San Siro. Segna Correa: un gol è sufficiente per dare ragione ad Acerbi, nella querelle che ha infiammato le settimane precedenti al match contro il Milan. La forza degli uomini si misura dalla capacità con cui sanno rialzarsi dopo una brutta batosta. E la Lazio, stasera, ha dimostrato di saper volare alto anche dopo la tempesta. 

MILAN - LAZIO, LE SCELTE DI INZAGHI - "Voglio tutti con la bava alla bocca". Parole pronunciate pubblicamente da Gennaro Gattuso, ma saranno volate anche nelle segrete stanze di Formello. Sfuriata di Lotito compresa. Inzaghi cambia poco e niente alla formazione tipo, anche se rispetto alla sfida con il Chievo sono sei i cambi: Radu infortunato, oltre che squalificato, viene sostituito da Acerbi spostato sulla sinistra, accompagnato da Luiz Felipe e Bastos. Lucas Leiva torna in cabina di regia, tra Luis Alberto e Milinkovic, usciti dal campo contro il Chievo nella maniera peggiore. Torna in panchina Caicedo (due reti nelle ultime due partite). Inzaghi gli preferisce Correa: mossa azzeccata. Rivoluzione in atto, invece, sulla sponda milanista: cambio di modulo (3-4-3), con il ritorno di Caldara nel cuore della difesa. Laxalt largo a sinistra, Castillejo trova spazio nel tridente offensivo dal primo minuto. Ma è Reina destinato a essere il migliore in campo dei suoi.

EQUILIBRIO INTERROTTO - Primo tempo imballato, nessuna delle due squadre ha intenzione di scoprirsi e si gioca tenendo alta la guardia. Poche emozioni, tanto movimento sulla fascia amministrata da Romulo, tra i più coinvolti tra i biancocelesti nei primi quarantacinque minuti. Poche anche le occasioni, almeno fino al recupero: prima ci prova Immobile, spedendo la palla tra le braccia comode di Reina. Poi è Caldara a rispondere ai biancocelesti, seguito dalla conclusione di Suso al 43esimo. Nulla in confronto alle due chance nitide che i biancocelesti sciupano in extratime: Bastos di testa, sugli sviluppi di un corner, trova il rimpallo di Romagnoli. Ne è favorito, tenta la conclusione e manca di pochissimo la porta. Poi, ci si mangia le mani anche con la bellissima azione di Correa (dormiente fino a quel momento): dribbling infuocato, uno-due con Luis Alberto, tiro sul quale si immola Reina, compiendo il miracolo. Annullato, come nella gara di andata, Piatek: pistolero a polveri spente, isolato dai compagni di reparto e perseguitato dalla marcatura asfissiante di Francesco Acerbi. 

LA SVEGLIA DEL TUCU - Nella ripresa sì, che si vede la bava alla bocca e la rabbia di un gruppo che ci crede. Inzaghi deve aver toccato le corde giuste, durante l'intervallo: la Lazio cambia atteggiamento e sostituisce, ai ritmi blandi della prima parte di gara, una maggiore intensità e aggressività. In affanno nel recupero, il Milan è in totale difficoltà nei primi minuti della ripresa. Incapace di impostare e di sfuggire dalla propria metà campo: Reina deve prima mettere una pezza sul destro a giro di Leiva, poi deve incrociare le dita sul colpo di testa di Bastos al 52esimo (bravo in copertura, ma anche a farsi vedere in queste occasioni). La palla sfiora il palo, ma il portiere rossonero rimane inerme. A incidere però è Correa, ormai completamente risvegliato, dopo un primo tempo appannato: al 55esimo salta Musacchio e tira di piattone, costringendo Reina all'ennesimo miracolo. Prodigio che non gli riesce tre minuti dopo: contropiede al fulmicotone della Lazio, in porta con due passaggi. Immobile lancia Correa, il Tucu la butta dentro. Da Milan a Milan: l'ultimo gol, l'argentino l'aveva segnato proprio contro i rossoneri, era il 25 novembre.

FESTA A SAN SIRO - Alle difficoltà rossonere, si somma l'impatto psicologico: il gol è talmente pesante che persino Milinkovic - infortunato nel primo tempo, sostituito da Parolo - si fionda zoppicante verso il compagno per esultare. Costringe il Milan a tentare di segnare due gol, per sperare in una qualificazione. Scelte obbligate: Gattuso prova il tutto per tutto e lancia in campo Cutrone e Calhanoglu, cercando di disegnare una squadra più intraprendente. Difficoltà invariate, ma con qualche intuizione in più. Al 76esimo, Suso crossa per Cutrone e l'attaccante rossonero riesce anche a buttarla dentro: la bandierina però si alza, seppur di pochi centimetri, il fuorigioco c'è e l'arbitro non convalida la rete. Calhanoglu, invece, è impalpabile. All'impulso milanista, seppur flebile, Inzaghi decide di rispondere mantenendo comunque intatta la fisionomia della squadra. Vuole infliggere il colpo di grazia, non optare per un cambio contenitivo: propone Caicedo al posto di Correa. La bastonata definitiva se la mangia Immobile all83esimo, lanciando alle stelle la sfera. Ma senza rimpianti: un gol è sufficiente. L'ottimo secondo tempo premia la Lazio: sarà finale di Coppa Italia, ci si rivede il 15 maggio.