Scanzi: "Milan fallimento totale, niente Europa. Lazio di caratura diversa"

02.11.2019 07:20 di Andrea Marchettini   Vedi letture
Scanzi: "Milan fallimento totale, niente Europa. Lazio di caratura diversa"

Era il 31 agosto del 2014, e Stefano Pioli faceva il suo esordio sulla panchina della Lazio. Prima partita di campionato a San Siro contro il Milan: 3-1 per i padroni di casa, senza storia. Quella stagione però superò ogni più rosea aspettativa per i tifosi biancocelesti: terzo posto e storica qualificazione ai preliminari di Champions. Il Milan chiuse invece il campionato al decimo posto: la stessa posizione che occupa oggi in Serie A. Sono cambiate parecchie cose e parecchi interpreti da quella stagione: domenica sera le due squadre si incontreranno per l’11esima giornata di campionato, con un Pioli che siederà sulla panchina rossonera e con un Simone Inzaghi - il quale tre anni e mezzo fa prese proprio il posto dell’ex Lazio - che tenterà di sfatare il tabù biancoceleste a San Siro. Per approfondire il delicato momento in casa Milan e non solo, la redazione de Lalaziosiamonoi.it ha contattato Andrea Scanzi, noto giornalista e scrittore, nonché tifoso rossonero: “Sfida Champions? No, il Milan non lotta per quell’obiettivo. Io firmerei per un decimo posto, perché significherebbe salvarsi con agio. La squadra rossonera ha vinto contro la SPAL una sfida per la salvezza, perché se il Milan, come credo, farà un punto nelle prossime tre partite (Lazio, Napoli e Juventus) si troverà in piena zona retrocessione. Il nostro obiettivo è quello di fare un campionato da metà classifica, non lo dico con gioia ma è un dato di fatto. Dall’altra parte c’è una squadra, la Lazio, che da anni sfiora la qualificazione in Champions League e che è in piena salute. Sono due squadre di caratura totalmente diversa: i biancocelesti partono nettamente da favoriti”.

UN MILAN A METÀ: “Il Milan non può andare neanche in Europa League: la classifica è sotto gli occhi di tutti, così come il calendario che ci aspetta. Qualcuno ha il coraggio di dire che questo Milan, che a fatica ha vinto con la SPAL, sia più forte di Napoli, Atalanta, Lazio o della Roma? No. È già queste bastano per star fuori dall’Europa, ma io ci aggiungo anche Fiorentina e Torino, contro le quali infatti abbiamo perso.  Il Milan, ad oggi, è una squadra da decimo posto. Credo che dopo le tre sfide che ci attendono, staremo più vicini alla parte bassa della classifica che a quella alta. Stagione fallimentare? Sì, non c’è da aspettare maggio. Io sono uno di quelli che crede che sarà un miracolo fare un campionato da metà classifica. Parlerei volentieri di un Milan con Van Basten, Gullit e Rijkaard, ma devo commentare una squadra in cui il meno peggio probabilmente è Romagnoli”.

DA GIAMPAOLO A PIOLI:Giampaolo è una brava persona e un buon allenatore. Non credo che sia il profeta che ci hanno voluto descrivere per giustificare il suo arrivo. La sua Sampdoria era carina, ma non un capolavoro, così come il suo Empoli. Giampaolo è un allenatore che è arrivato al Milan nel momento peggiore. Ci ha messo molto del suo, ma io in vita mia non ho mai visto giocare male il Milan come quando c’era Giampaolo. Non era l’unico colpevole, ma secondo me era giusto esonerarlo. Il problema è che, chiunque tu ci metta, questa squadra ha grandissime criticità. Ora è arrivato Pioli: per il momento anche sfortunato, basti guardare la partita contro il Lecce. Di Pioli penso che sia qualcosa in più di un semplice traghettatore: è un tecnico preparato, ma anche lui non può fare miracoli. Lui si è già reso conto che la squadra ha delle grandi lacune e che bisognerà tirare a campare. La mia speranza è che riesca a tirar fuori il meglio da alcuni giocatori: mi viene in mente Suso che dopo il gol di ieri spero possa tornare ai livelli che gli competono. Dovrebbe recuperare anche Piatek, Calhanoglu: questo potrebbe fare Pioli, ma di certo non può fare miracoli, perché la società ha sbagliato quasi tutto e perché la rosa è di livello medio - basso”.

I LAZIONALI: La Lazio mi piace molto, l’ho sempre seguita con piacere la squadra di Inzaghi. Immobile? Ad oggi credo sia l’attaccante più forte che ci sia in Italia, quindi in vista di Euro2020 vedo favorito lui, anche se ogni tanto entra in crisi e anche se in Nazionale non ha ancora espresso il suo massimo potenziale. Però lo preferisco a Belotti e credo che sia l’attaccante migliore che abbiamo: questo lo sa bene anche Mancini che punterà molto su di lui. Acerbi? Mi sembra sbagliato anche solo ipotizzare di non convocarlo. Perciò, la domanda che mi pongo non è tanto riguardo la convocazione, ma riguardo la sua titolarità agli Europei. Ancora è presto per dirlo: se Bonucci e Romagnoli saranno in forma, Acerbi partirà dalla panchina. Ci tengo però a dire che in una competizione come gli Europei, pesante sia psicologicamente che fisicamente, Acerbi in panchina me lo terrei stretto”.

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Pubblicato l'1/11 alle ore 20:30