L'ag. Caravello racconta Daniel Guerini: "Era un guascone, un talento in campo e nella vita"

L'agente FIFA Danilo Caravello è intervenuto ai nostri microfoni in esclusiva per raccontarci qualcosa in più sul suo assistito Daniel Guerini
25.03.2021 18:30 di Tommaso Marsili Twitter:    Vedi letture
Fonte: Lalaziosiamonoi.it - Tommaso Marsili
© foto di Federico De Luca
L'ag. Caravello racconta Daniel Guerini: "Era un guascone, un talento in campo e nella vita"

Daniel Guerini ha perso tragicamente la vita nella serata di ieri, ma ha lasciato in tutte le persone che lo hanno conosciuto un ricordo speciale. Danilo Caravello, agente FIFA che lo ha seguito per un periodo, è intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni per raccontare il suo ricordo del talentino biancoceleste: "Innanzitutto faccio le condoglianze alla famiglia. In questo momento posso soltanto immaginare come si possa sentire. Tengo a precisare che nell'ultimo periodo Daniel si era staccato dal nostro gruppo perché ha seguito Luca Antonini che per un periodo ha collaborato con noi. Ultimamente era la persona più vicina a lui. Ricordo Daniel come un ragazzo solare, spontaneo, guascone. Era un talento anche fuori dal campo, sempre imprevedibile. Da lui ci si poteva aspettare di tutto da un momento all'altro. Aveva la battuta sempre pronta ed era molto scherzoso. Quando aveva il pallone tra i piedi ti faceva dimenticare tutto perché dimostrava il suo talento allo stato puro. Per queste sue caratteristiche si faceva amare in certi momenti e meno amare in altri, questa poteva essere la sua fortuna. La stessa che poi accomuna tutti i calciatori di talento e fantasia: croce e delizia di molti allenatori. Lui era questo: un talento sia in campo che nella vita. Va ricordato come un ragazzo buono, solare e gioioso". 

DOTI TECNICHE - "Cosa ci ha colpito di lui? Il fatto di essere un giocatore estroso, di qualità, con la giocata sempre in canna. L'altra sera sentivo parlare Allegri a Sky Sport riguardo i calciatori tecnici e di fantasia: lui li adora e li metterebbe sempre in campo e Daniel era il classico giocatore di questo tipo. Queste capacità, se abbinate alla crescita personale, lo avrebbero fatto diventare un giocatore importante. Aveva iniziato questo percorso. In campo saltava subito all'occhio e per quello che, insieme ai miei soci e ai miei collaboratori, avevamo deciso di seguirlo e prenderlo nella nostra scuderia. Il rapporto con alcuni di noi è rimasto sempre importante, sapeva farsi voler bene anche quando ti faceva arrabbiare. Dopo la discussione gli volevi ancora più bene". 

IL RITORNO ALLA LAZIO - "Questa parte della sua carriera non l'ho vissuta con lui in prima persona, come ho detto prima, perché c'era Luca Antonini con lui. Conoscendolo, lui è cresciuto nella Lazio, da sempre ne è tifoso. Ha girato tanto vestendo le maglie di Torino, Fiorentina e Spal, però sapevamo tutti che il suo sogno era quello di tornare alla Lazio e c'era riuscito. Era al settimo cielo, felicissimo e voglioso di voler dimostrare. Purtroppo il destino è stato beffardo e non glielo ha permesso. Evidentemente era scritto che il suo destino fosse questo. Anche in questo momento è uno che ha fatto parlare di sé. Un'uscita di scena alla Daniel Guerini". 

LA FAMIGLIA - "Non ho ancora sentito la famiglia, è un momento particolare e riservato. Le modalità dell'incidente ancora non sono chiare, stanno facendo tutti i rilevamenti del caso. A breve sapremo tutto tutti, però sono momenti talmente intimi che va rispettato il grandissimo dolore".