Lazio, Caicedo contro tutti: gli arbitri non gli fischiano più niente

Caicedo ha finito la gara contro l'Atalanta con sei falli commessi. La sensazione è che da quel Lazio-Fiorentina le cose siano cambiate...
02.10.2020 07:15 di Antoniomaria Pietoso Twitter:    Vedi letture
Fonte: Antoniomaria Pietoso - Lalaziosiamonoi.it
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Lazio, Caicedo contro tutti: gli arbitri non gli fischiano più niente

SS LAZIO STATISTICHE - La Lazio di Simone Inzaghi deve inchinarsi all'Atalanta di Gian Piero Gasperini. Più cinica e meno nervosa, la Dea ha saputo approfittare degli errori biancocelesti. Aquile che hanno anche giocato bene, ma hanno sciupato troppe occasioni. Tra le note più positive dei capitolini c'è sicuramente Felipe Caicedo. L'ecuadoriano, partito titolare per il problema alla schiena di Correa, ha lottato per tutti i 90 minuti, trovando anche la via del gol. La battaglia più grande del centravanti, però, è stata con l'arbitro Maresca. Il fischietto di Napoli, con la sua direzione all'inglese, ha innervosito la gara instaurando quasi una guerra di nervi  con la punta dei capitolini. Il direttore di gara, fin dai primi minuti, ha lasciato correre tanti contrasti fisici tra Felipe e la difesa bergamasca, fischiandone altri quasi paradossali. Incredibile quello sullo 0-1 quando a Caicedo è stato imputato un fallo di schiena (spinta con il retro del corpo all'avversario, ndr) in un'azione che avrebbe potuto portare Immobile a tu per tu con Sportiello. I numeri poi sono ancora più inquietanti. Il Panterone ha chiuso la gara con ben sei falli fatti, tantissimi per un attaccante. La cosa che fa sorridere è che la difesa ospite titolare (Djimsiti, Palomino, Toloi) ne ha fatti in totale tre. In poche parole il numero venti avrebbe commesso il doppio dei falli rispetto ai tre difensori orobici. Ha fatto arrabbiare tutti, poi, la mancata punizione dal limite concessa alla Lazio per il nettissimo intervento di Romero su Caicedo. Felipe, con un'azione personale, si era liberato ed era pronto a calciare prima che l'ex Genoa lo falciasse al limite. Nessun fallo e inevitabile reazione dell'ex Espanyol a cui Maresca ha sventolato subito in faccia un giallo. Il rapporto conflittuale tra il 32enne di Guayaquil e i direttori di gara, per la verità, è un'eredità del calcio post lockdown.

DAL RIGORE CON LA FIORENTINA IN POI -  Il 27 giugno la Lazio batte la Fiorentina all'Olimpico in rimonta che parte dal rigore concesso alle aquile per il contatto tra Caicedo e Dragowski. Le immagini diranno che il centravanti accentua un po', ma che viene toccato dal portiere. Le polemiche dei giorni successivi sono vibranti con Commisso, la stampa e gli addetti ai lavori che si scagliano contro l'attaccante, accusandolo di simulazione. Nonostante le parole di Rizzoli (c'è stata un po' di malizia, ma il contatto c'è), la sensazione è che da allora le cose siano cambiate. Lo dimostrano le successive sette gare della passata stagione in cui l'ecuadoriano è sceso in campo, ricevendo ben tre cartellini gialli. Numeri alti per un attaccante a cui viene perdonato poco e fischiato ancora meno. La nuova stagione non sembra aver cambiato la percezione ma, anzi, sembra averla amplificata con il numero venti della Lazio che sembra avere quasi una "Lettera Scarlatta" sul petto. La speranza è che quella di ieri, così come le precedenti, sia stata solo una brutta giornata del direttore di gara e che gli arbitri non siano prevenuti nei confronti di Caicedo.  Non lo merita un calciatore corretto come Felipe e, soprattutto, non lo merita la Lazio. 

Si ringrazia Lazio Page per la statistica

Pubblicato il 01/10/2020

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