L'ex Lazio Nani si racconta: "Da piccolo ho sofferto la fame, vivevo in una stanza con 8 fratelli"

L'ex giocatore del Manchester United ha raccontato la sua difficile infanzia e le condizioni in cui era costretto a vivere da bambino.
11.07.2020 13:30 di Lalaziosiamonoi Redazione   Vedi letture
Fonte: lalaziosiamonoi.it
© foto di Federico Gaetano
L'ex Lazio Nani si racconta: "Da piccolo ho sofferto la fame, vivevo in una stanza con 8 fratelli"

Non è stata indimenticabile l'avventura di Nani alla Lazio. Il portoghese ha avuto grande successo a Manchester ma la sua vita non è stata tutta rose e fiori. Ai microfoni di The Players Tribune, il giocatore ha rivelato alcuni aneddoti legati alla sua difficile infanzia: “La mia storia è iniziata con il fatto che stavamo morendo di fame. Quando ero bambino, mi sono reso conto che Dio ha scelto per me il mio percorso affinché io aiutassi la mia famiglia. Ho vissuto con mia madre e otto fratelli e sorelle in una casa con una sola camera da letto. C’erano buchi nel pavimento dai quali uscivano costantemente ratti e lucertole. Questi animali correvano per la casa tutto il tempo. Non avevamo nulla da mangiare e abbiamo davvero combattuto per sopravvivere. Giuro. Le cose della vita che ho vissuto sono state dure, ma nessuna è stata più difficile dell’avere fame. Questa sensazione di un qualcosa che ti svuota dentro l’ho vissuta spesso. L’unico vantaggio della fame è che ti fa cercare soluzioni”.“Un giorno, mio ​​fratello Paulo Roberto ebbe un’idea. Credo che avessi circa 10 anni. A cinque anni mio fratello prese praticamente il posto di mio padre e disse ‘Perché non andiamo nella ricca zona di Lisbona e chiediamo cibo?’. Così facemmo. La gente ci ha dato pane, zuppa e biscotti. Un giorno ci trovammo davanti ad un pizza Hut e chiedemmo qualcosa. Nessuno ci voleva dare nulla quando all’improvviso una donna ci chiamò e ci disse di attendere. Due minuti dopo ecco una pizza. Buonissima. Davvero. E poi ci chiese ‘cosa stavate facendo qui?’. Noi risposimo che stavamo giocando a calcio. Credo che questa nostra sincerità le sia piaciuta perché poi lei ci disse che aveva un amico da presentarci e che poteva aiutarci. Il suo amico era Marco Aurelio (Cunha dos Santos ndr, giocatore dello Sporting Lisbona)”.