Dalla "farsa tamponi" ai "voli fantozziani": è ancora guerra anti Lazio, ma Cairo affonda...

Gazzetta dello Sport e Corriere della Sera continuano nella loro campagna anti Lazio, ma le aziende del patron del Toro non se la passano bene
23.11.2020 07:30 di Marco Valerio Bava Twitter:    Vedi letture
Fonte: Marco Valerio Bava-Lalaziosiamonoi.it
© foto di Image Sport
Dalla "farsa tamponi" ai "voli fantozziani": è ancora guerra anti Lazio, ma Cairo affonda...

“Il primo fantozziano volo dell’aereo della squadra” annuncia la pagina Facebook del Corriere della Sera per introdurre un articolo dal titolo: “Lazio il suo aereo arriva (con i giocatori terrorizzati) ma non torna, primo volo da scordare”. È provato che, ormai, nell’era dei social, le persone non leggono gli articoli, ma si fermano al titolo e al lancio delle pagine Facebook, Instagram e Twitter e così il messaggio che passa è che l’aereo della Lazio è rimasto fermo a Crotone perché assomiglia al “terrificante Savoia-Marchetti 1915 in tela cerata” evocato proprio da Paolo Villaggio in “Pappa e Ciccia” e non a causa delle condizioni meteo imperversanti sulla città calabrese tra venerdì sera e sabato. Vento fino a 90 km/h e piogge torrenziali che hanno devastato Crotone e obbligato alla chiusura dello scalo cittadino. Insomma dal “Pitagora” non si poteva decollare e al “Pitagora” non si poteva atterrare. Per questo l’aereo biancoceleste è rimasto fermo a Crotone, mentre la squadra in pullman ha raggiunto Lamezia dove ha potuto prendere un volo Alitalia e tornare a Roma. Per il gruppo Rcs, però, guidato da Urbano Cairo, è preferibile far passare il messaggio secondo il quale l’aereo di Lotito è un catorcio dell’aria da cui guardarsi, con l'Enac che darebbe l'ok al volo a un mezzo non adatto. Insomma dalla farsa tamponi ai voli fantozziani il passo è breve. Questa è la versione dei fatti che passa per chi vuole rimanere in superficie, per chi preferisce non approfondire la realtà dei fatti, ma quando invece si va a fondo delle questioni ecco che la reazione è come quella del ragionier Fantozzi quando, dopo tre mesi di letture maledette, vide la verità e si turbò leggermente nei confronti di multinazionali e padronato: “Ma allora mi han sempre preso per il culo!”, sbotta Ugo ferito da anni di vessazioni e così anche colui il quale va oltre titoli e articoli non sempre perfetti. La sensazione, insomma, è che quando si tratti di Lazio, alcune testate abbiano bisogno di forzare la mano, di distorcere la realtà e far passare il messaggio per cui da una parte ci sono i buoni e dall'altra i cattivi, i truffatori, gli scorretti, ora pure i furfanti che mettono in circolazione un aereo pericoloso. 

TORINO - Eppure i fatti dicono che la Lazio ormai è in crescita costante, presenza fissa in Europa e nelle zone nobili della classifica di Serie A, ha interesse nel creare asset, mentre il Torino no. Il Torino di Cairo è ormai sprofondato in un oblio dal quale non sembra poter uscire (oggi sarebbe retrocesso). I numeri, del resto, sono impietosi. I granata non sono mai arrivati tra le prime sei, mentre c’era riuscito 28 volte prima che Cairo acquistasse il club. Il miglior piazzamento del Torino, sotto la gestione dell’imprenditore milanese, è il settimo posto della stagione 2013-2014 (unica volta a finire davanti alla Lazio), nessun periodo lungo come la presidenza Cairo era stato così avaro di risultati per il Torino. Prima di Cairo, infatti, i granata erano arrivati tra le prime otto 44 volte, cioè il 58% delle volte; con Cairo, invece, solo il 7,1% delle volte. Da quando il patron è alla guida del Toro la media piazzamento della squadra è vicino al sedicesimo posto (15.92). Sportivamente drammatico. Ovviamente nessuno trofeo è stato messo in bacheca. Ma nemmeno i conti possono far sorridere Cairo: Il club granata ha chiuso l’esercizio al 31 dicembre 2019 con una perdita pari a 13,9 milioni di euro, dopo il rosso di 12,3 milioni del bilancio al 31 dicembre 2018. 

GAZZETTA - Ma nemmeno la Gazzetta se la passa così bene. La rosea, negli ultimi mesi, ha visto i propri ricavi scendere di 26,4 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno passato. Un crollo dovuto ovviamente all’impatto della pandemia su molte altre aziende. La flessione, però, è evidente, tanto che le vendite della Gazzetta sono scese ancora a settembre: -8,82% rispetto ad agosto. In flessione anche le vendite del Corriere della Sera: 267.036 copie ad agosto, 256.831 a settembre. C’è da dire che tutti i giornali passano un periodo, ormai lungo, chissà se reversibile, di crisi. Ma la flessione di un quotidiano storico come la Gazzetta fa impressione, colpisce. E la guerra contro la Lazio difficilmente aiuterà. Basta fare un giro su social e forum per capire quale sia il sentimento dei Laziali verso i quotidiani di Rcs. S’è parlato di “farsa”, di “scandalo” relativamente ai tamponi, ora le ironie al retrogusto di scherno sull’aereo. Nonostante tutto, però, la Lazio continua a vincere e a incantare, mentre le aziende di Cairo non possono sorridere. 

Pubblicato il 22/11