Amazon / Film Gascoigne, Sclosa: "Gazza come i gatti, un puro nella sua genialità"

08.04.2021 20:00 di Elena Bravetti Twitter:    Vedi letture
Fonte: Elena Bravetti - Lalaziosiamonoi.it
Amazon / Film Gascoigne, Sclosa: "Gazza come i gatti, un puro nella sua genialità"

Dal 23 dicembre su Amazon Prime è disponibile il film su Paul Gascoigne. "Un racconto magnifico, una carriera straordinaria" ; "Vi farà commuovere", e ancora "Un film che celebra il genio". Dal The Telegraph al Corriere della Sera, tutti in piedi dinanzi al prodotto distribuito in Italia da 102 Distribution e Samarcanda Film. Lalaziosiamonoi.it, legandosi all'evento, ha contattato in esclusiva Claudio Sclosa (Guarda ora il film su Prime: https://bit.ly/38CNVdg). 

Ci parli del Gascoigne che ha conosciuto. C'è un ricordo o un episodio che ti è rimasto particolarmente impresso nella mente e che ha per protagonista Gazza?

"Eravamo a fare un'amichevole con la sua ex squadra, il Tottenham. Io ero il capitano e c'era in palio una coppa. Quando me l'hanno consegnata, io stavo venendo via. Lui mi disse 'falla vedere al pubblico'. Appena mi sono girato per farla vedere al pubblico, lui mi ha sfilato i pantaloncini e io sono rimasto in mutande. Venni immortalato da tutti i fotografi, l'indomani ero famoso. Il capitano della Lazio in mutande alla premiazione (ride, ndr). Questo è stato uno dei tanti scherzi che mi ha fatto. O altrimenti, mi viene in mente quando mi ero presentato in allenamento in giacca e cravatta, sarei dovuto andare a presenziare in un club della Lazio. Paul s'infilò la mia giacca, andò in campo e faceva capriole, rovesciate. E tutto questo tenendo presente che aveva appena smesso di piovere. Mi sono trovato la mia giacca completamente sporca di fango. Era un ragazzo d'oro che mi ha sempre rispettato. Un burlone, ma veramente di cuore".

Abbiamo parlato con ex compagni e allenatori della Lazio. Tutti considerano Gascoigne un artista del calcio, è d'accordo?

"Un genio, lo considero un genio. C'era Maradona e c'era Gascoigne. Amava questo sport, quando lui scendeva in campo era veramente di un'altra categoria. Giocava per i compagni e per la squadra, mai per se stesso".

Quanto poteva essere diversa la sua carriera senza i vari problemi, calcistici e non, che non gli hanno dato tregua?

"Sicuramente avrebbe fatto molto di più, gli infortuni hanno condizionato la sua carriera. Però, lo dico sempre, sono i geni maledetti. Se non avesse avuto tutti questi ostacoli, magari non sarebbe stato il genio che conosciamo. Non c'è mai la controprova sotto questo aspetto. C'è il destino, ci sono le situazioni".

Cosa significava avere una personalità come quella di Gascoigne all'interno dello spogliatoio?

"Si è fatto voler bene da tutti. Non aveva maschere, nella sua genialità era un puro. Tutto quello che faceva, lo faceva sotto la luce del sole. Mai sotterfugi, quello che sentiva, faceva. Non era finto, era impossibile non apprezzarlo sotto questo punto di vista. Anche all'interno della squadra si è sempre comportato bene, non solo coi compagni ma anche con magazzinieri e tutti gli altri. È sempre stato vero". 

Il vostro è un rapporto che è andato avanti negli anni, anche quando non giocavate più più per la Lazio?

"No, ci siamo persi di vista. Avevo provato a rintracciarlo ma non ci sono mai riuscito. L'affetto rimane e rimarrà sempre, sia da parte mia che da parte sua. Ho avuto una volta una sua dimostrazione. Venne in Italia per fare una partita a fine carriera. L'avevano fatta a Firenze. A fine gara venne intervistato, io lo guardavo in televisione. Gli chiesero che ricordo avesse dell'Italia, e lui rispose 'mi piace Sclosa e la sua famiglia'. È stato un messaggio per me, che ricorderò sempre con affetto. Pur passando tanti anni, quello che sentivo dentro io per lui, me l'ha dimostrato con quelle parole".

Gascoigne sta partecipando ora all'Isola dei Famosi. Può essere per lui una sorta di rivalsa dopo anni in cui si è parlato di lui solamente a proposito dei problemi legati all'alcol?

"Lui è quello, per me non è una novità. È un piacere vedere che, nonostante tutte le vicissitudini, riesca a ritagliarsi uno spazio importante. L'ho sempre considerato come un gatto, ha sette vite. Cade e risorge, sarà sempre così. È il suo modo di essere e quello di vivere, non molla. Sono contento che riesca a fare un'esperienza che non gli faccia pensare ad altre cose. Credo che in questo momento sia la cosa più bella".

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