Lazio, Il Fatto Quotidiano ancora contro Lotito: "Tanto tuonò che perse"

Il Fatto Quotidiano parla della lotta per il titolo vedendo la Juve favoritissima sulla Lazio e ne approfitta per pungere Lotito...
06.07.2020 18:45 di Antoniomaria Pietoso Twitter:    Vedi letture
Fonte: Antoniomaria Pietoso - Lalaziosiamonoi.it
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Lazio, Il Fatto Quotidiano ancora contro Lotito: "Tanto tuonò che perse"

Il campionato di calcio è ripartito. Senza pubblico è un altro sport, ma per tutto quello che ruota intorno a ventidue giocatori che rincorrono un pallone la ripresa significa sopravvivenza. Tanti club potranno continuare a esistere e moltissime persone non rischiano più il loro posto di lavoro. La ripartenza del calcio ha queste come prime conseguenze positive che non sarebbero state possibili in caso di stop definitivo. Una ripresa voluta fortemente da tutte le squadre e spinta da Gabriele Gravina, presidente della FIGC. Nonostante questo ancora oggi, a distanza di tre settimane dal ritorno alla pseudo normalità, c'è chi definisce il calcio post coronavirus come la brutta copia della Serie A e vede un unico responsabile di ciò: Claudio Lotito. Un articolo dell'edizione odierna de Il Fatto Quotidiano a firma Lorenzo Vendemiale già nel titolo fa capire molto: "Lotito, tanto tuonò che perse: tre mesi di pressioni per far riprendere il campionato, 15 giorni per consegnarlo alla Juve". Mancano ancora otto partite e ventiquattro punti in palio, ma secondo il giornalista lo Scudetto sarebbe già stato assegnato. Ma andiamo con ordine e analizziamo come viene etichettato il patron biancoceleste.

RIPARTENZA TARGATA LOTITO - Secondo l'articolo, infatti, Lotito si sarebbe improvvisato virologo, politico, preparatore atletico e nutrizionista per convincere tutti a far ripartire il campionato con l'intento di vincere lo Scudetto. Tesi smentita più volte dallo stesso presidente dei capitolini che ha detto più volte che vincere sarebbe stato durissimo già normalmente, figuriamoci dopo la pandemia. Inoltre la sospensione sarebbe stato un vantaggio per la Lazio. Con i conti a posto e con una qualificazione in Champions matematica sarebbe stato tra le favorite ai nastri di partenza a settembre visto che l'eventuale sospensione definitiva della stagione avrebbe messo in ginocchio molte big. Nel pezzo si fa poi riferimento alle famose partitelle fuorilegge, mai provate ed escluse anche dagli ispettori che anzi si sono complimentati con la società per l'impianto di Formello. A Lotito viene anche imputato  di aver schierato Tare, Diaconale, Pulcini, Inzaghi e i calciatori sui media e sui quotidiani per forzare la mano e riprendere il campionato perché, come specifica l'autore, "un'occasione così nella Capitale capita una volta ogni 30anni". Per la verità lo Scudetto i biancocelesti lo hanno conquistato nel 2000, lottando fino all'ultima giornata anche nel 2001. Il conto non era neanche dei più difficili.

ATTACCO ALLA SQUADRA - L'articolo continua parlando dell'aspetto calcistico e di una Juventus a punteggio pieno dopo la ripresa, mentre la Lazio è inciampata contro Atalanta e Milan. Vendemiale scrive: "Lotito, accecato dai gol di Immobile dagli assist di Luis Alberto, si è dimenticato che battere la Juventus di Cristiano Ronaldo, per la sua Lazio era già un miracolo sportivo. Difficile in condizioni normali, impossibile in quelle del calcio post-Covid, che proprio i fautori della ripartenza hanno voluto. Con partite ogni 72 ore, ritmi serrati e 5 cambi, era chiaro che ad avvantaggiarsene sarebbero stati i più forti. Cioè i bianconeri, che infatti sono a punteggio pieno. Mentre sono bastati tre match tosti, un infortunio e un paio di squalifiche per tarpare le ali alla squadra dell’ottimo Simone Inzaghi. A due settimane dalla ripresa, la Lazio che sognava di vincere lo scudetto è scivolata a -7, e comincia a guardarsi alle spalle. Ma Lotito non si arrende. In fondo, si può sempre congelare la classifica". Magari l'infortunio fosse stato solo uno come scritto nel pezzo. Purtroppo la fortuna non ha aiutato la squadra di Inzaghi che, nonostante due incidenti di percorso, ha fatto una stagione magica toccando quota 68 punti, era da tempo che una seconda non aveva così tanti punti in classifica alla trentesima giornata. Mancano ancora otto giornate alla fine e sembra presto per fare il funerale a Immobile e compagni che il miracolo sportivo, sempre per citare l'autore, lo hanno già compiuto due volte in stagione con due netti 3-1 rifilati alla Vecchia Signora (e un trofeo messo in bacheca). Non rimane che aspettare le prossime settimane, c'è ancora uno scontro diretto da giocare, per capire se i bianconeri continueranno senza macchie o se magari la Lazio tornerà a dargli fastidio avvicinandoli in classifica. Non bastano due battaglie andate male per perdere la guerra.