Lazio, Sarri: "Immobile? I numeri contano per tutti tranne che per Ciro"

13.09.2021 07:10 di Leonardo Giovanetti Twitter:    vedi letture
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Lazio, Sarri: "Immobile? I numeri contano per tutti tranne che per Ciro"

Prima sconfitta stagionale per la Lazio di Sarri che a San Siro cade 2-0 sotto i colpi del Milan. Al termine dell'incontro, ai microfoni di Dazn, il tecnico biancoceleste ha analizzato la sconfitta:

L'ESPULSIONE - "Saelemaekers? Niente di particolare, ha fatto un gesto che a persone più anziane non si fanno, poi è finito tutto. Cose da campo, nulla di particolare.

LA PARTITA - "Il problema è se diventi attendista e hai i centrocampisti piatti, la palla in mezzo filtra per forza. Se avessimo alzato il baricentro i palloni filtranti in mezzo sarebbero stsati meno. La lettura del difensore è individuale, se pensa di arrivare sul pallone deve intervenire, se si rende conto di essere in ritardo non lo deve fare. La squadra deve aver coragggio di difendere nella metà campo avversaria. Se dobbiamo perdere le partite non giocando il nostro calcio è più pesante. Quando vieni da una sosta c'è sempre un'incognita, è un processo strano perché in Nazionale entri in meccanismi diversi e modi di giocare diversi. Ci sono problematiche mentali quindi le incognite sono forti soprattutto per noi che non abbiamo ancora una fisionomia ben definita. Abbiamo fatto una partita contraria rispetto a quello che proviamo in settimana, questo è per me fonte di delusione. Bisogna essere anche lucidi e capire che chiedo cose diverse da quello a erano abituati.

IMMOBILE - "Non siete molto normali, per alcuni contano i numei, per Ciro no. Ciro è inattaccabile. La Francia ha vinto un Mondiale con Giroud che non segnava mai però è un grandissimo attaccante. Ciro ha dei numeri per i quali è inattaccabile, ma contano solo per alcuni e non per tutti".

Il tecnico della Lazio è intervenuto anche ai microfoni di Lazio Style Channel: “Non c’è nessun tipo di nervosismo. L’episodio finale nasce da un gesto di un ragazzo che ha 30 anni meno di me dunque non  può permetterselo. Pretendevo delle semplici scuse, Ibrahimovic quando ha capito della situazione si era reso conto quel che è successo  e di conseguenza ha portato ai ragazzi a chiedere scusa. Finisce lì. Bisogna prendere in esame la prestazione, queste sono cose da campo che non hanno nessun peso. Purtroppo abbiamo fatto una brutta prestazione da squadra attendista invece che da squadra che vuole imporre il proprio gioco. La partita è stata preparata in maniera diversa, quando si va cercare di cambiare in toto quella che aveva fatto una squadra per anni, questi momenti sono pronosticabili. Bisogna prenderne atto e capire che c'è tanto da lavorare. La nostra è stata mancanza di aggressività. Siamo stati attendisti aspettandoli in maniera passiva in linea, mettendoci i palloni continuamente tra le linee. Se uscivamo molto alti a coprire la palla riuscivamo a contenere il tutto meglio. Non penso sia la concentrazione il problema. Sono prevedibili questi momenti di difficoltà, il nostro è un anno di costruzione e transizione. La loro squadra era aggressiva e aveva ritmi alti e quando si è a metà strada queste cose si pagano. Non è facile giocare dopo le nazionali con giocatori infortunati. Ora si stanno tutti rendendo conto che siamo finiti in un calendario impossibile da disputare. Se tutti sono in silenzio vuol dire che questo sta bene a tutti. Io in quanto amante di calcio non ne sono felice di questo. Non avevo grandi speranze che la partita potesse cambiare. L’inerzia era palese. Ai ragazzi ho detto che c’è modo di perdere le partite, noi abbiamo scelto il peggiore, abbiamo fatto una partita diversa da quella avevamo preparato".

Pubblicato il 12/09 alle ore 20:40