Stadio Roma, il parere M5S: "Non ci sono le condizioni per realizzarlo"

Un parere di uno studio di avvocati richiesto dal M5S della Regione ha stabilito che non esistono le condizioni per la costruzione dello stadio della Roma
11.07.2019 11:50 di Alessandro Vittori Twitter:    Vedi letture
Fonte: Lalaziosiamonoi.it
Stadio Roma, il parere M5S: "Non ci sono le condizioni per realizzarlo"

Il Movimento 5 Stelle della regione Lazio si è rivolto agli avvocati amministrativisti dello studio Ad Law per un parere sullo Stadio di Tor di Valle. Come riporta ilmattino.it il responso è stato eloquente: "Non sussistono le condizioni di fattibilità per la realizzazione dello Stadio. La negazione del progetto non esporrebbe i consiglieri comunali ad alcuna forma di responsabilità ma al contrario eventuali responsabilità per danni potrebbero configurarsi nell'ipotesi di incondizionato assenso ad una operazione economico-urbanistica che potrebbe rivelarsi insostenibile rispetto agli interessi, anche economici, di cui l'Amministrazione comunale è garante". Il documento è stato spedito ieri sera ai consiglieri comunali grillini, che dovrebbero votare un'eventuale variante. La mail ha come mittenti tre big dei M5S alla Pisana, il vicepresidente del Consiglio regionale Devid Porrello, la capogruppo Roberta Lombardi, il presidente della Commissione Urbanistica, Marco Cacciatore.

SCENARIO CATASTROFICO - Gli avvocati annotano altri punti critici: "Le infrastrutture a servizio dello stadio sarebbero sostanzialmente finanziate dalla parte pubblica e dunque dalla collettività, con evidente squilibrio. Il parere fortemente negativo del Politecnico di Torinoha fatto emergere difficoltà trasportistiche che i proponenti avevano sottaciuto". Questo basterebbe per bloccare tutto, secondo il parere. Il Politecnico ha parlato di scenario "catastrofico" a meno che il Comune non stravolga la mobilità cittadina, come ipotizzato nel Pums (Piano della mobilità sostenibile), e al momento per gli avvocati il Pums non è nemmeno definitivo, "in corso di adozione". Se il Comune proseguisse nel progetto stadio con queste prescrizioni "allo stato inattuabili, difficilmente l'amministrazione potrebbe disattenderle senza esporsi a profili di responsabilità. Col risultato di addossare al settore pubblico un maggiore costo non previsto".

GRAVE ILLEGITTIMITÀ - La zona inoltre è stata scelta senza una "rassegna comparativa", ignorando il principio del "recupero di impianti esistenti o la localizzazione in aree già edificate". Gli avvocati segnalano un' altra "grave illegittimità", ossia che l'iter è "monco", perché quando il progetto è cambiato nel 2017 i privati avrebbero dovuto ripartire dalla conferenza dei servizi "preliminare" in Comune, anziché passare subito a quella "decisoria" della Regione, che ha sfornato una sfilza "di modifiche sostanziali".

BOCCIATURA DEL PROGETTO - Il parere indica come passaggio successivo la bocciatura del progetto da parte dei consiglieri comunali del M5S. Non si rischia "nessun obbligo di indennizzo o risarcimento verso i privati, nemmeno un rimborso per gli oneri di progettazione", perchè i proponenti "nell'esercizio della libertà imprenditoriale dovrebbero proporre un progetto capace di inserirsi nel tessuto urbano migliorandolo e non di aggravarne le criticità con pregiudizio dell'interesse generale". Dalla Roma si ritiene lo stadio un diritto acquisito, ma questo documento smonta l'ipotesi. Hanno in mano solo un verbale della conferenza dei servizi che però "non è vincolante per il Consiglio comunale" che ha la piena "potestà" in ambito urbanistico. "L'interesse pubblico" conferito dal Comune nel 2017 ha una natura "meramente preliminare, non significa attuare il progetto a tutti i costi".

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