Ciapparoni sul Tempo: "Lazio prima, ma la contestazione rimane intatta"
RASSEGNA STAMPA - Sulle colonne de Il Tempo, il giornalista Alberto Ciapparoni ha fatto il punto sulla contestazione dei tifosi della Lazio dopo gli ottimi risultati ottenuti sul campo dalla squadra di Gattuso. Di seguito ciò che ha scritto.
"Caro Direttore, il primato in classifica della prima squadra della Capitale regala emozioni bellissime, dovute soprattutto alla maestria dell'allenatore, capace, in una situazione molto delicata, di compattare la squadra e di tirar fuori da tutti gli elementi il massimo. Si è creata innegabilmente un'alchimia sorprendente e magica. C'è stupore, c'è orgoglio, c'è gioia. Ma i motivi della contestazione che da mesi è piombata su Formello rimangono intatti: le due cose non si elidono. I tifosi della Lazio non protestano contro la squadra oppure contro mister Gattuso, protestano contro un proprietario che da 22 anni insulta e prende in giro il tifo, usa (legittimamente) la Lazio come un taxi per la sua carriera politica e per i guadagni delle sue società, pratica quotidianamente comportamenti anti-laziali, ovvero densi in particolare di un'arroganza estranea al Dna biancoceleste, esterna affermazioni anti-laziali, l'ultima in ordine di tempo, «l'ipnotico» che noi tifosi dovremmo prendere «se vogliamo sognare». Il primo posto non cambia nulla. E non cancella neanche la situazione economica, laddove a gennaio si prospetta per esempio un nuovo mercato bloccato o l'impossibilità di comprare nuovi giocatori senza prima aver realizzato delle cessioni private a confermare che i conti siano tutt'altro che in ordine.
All'accurata e approfondita, ed impietosa, analisi del bilancio societario fatta da @LeastSquares71 e pubblicata qui sulle pagine de «Il Tempo» la società come al solito ha scelto di non rispondere, chiudendosi in un silenzio assordante nel bunker del centro sportivo di Formello senza che nessuno dia le risposte che tutto il popolo biancoceleste attende ormai da molti anni. Ad ennesima riprova della mancanza della volontà di trasparenza e anche della volontà di investire nella SS Lazio 1900 e di farle fare quel salto di qualità più volte annunciato e mai realizzato. Per chi ancora non l'avesse capito, o facesse finta di non capire: la classifica è bellissima, ma il pubblico laziale nella sua stragrande maggioranza continuerà a disertare l'Olimpico e a riempire invece gli spalti in trasferta, sostenendo anche spese notevoli rispetto alle partite in casa. Per amore della propria squadra. Per la fede nella propria passione. Perché la frattura con il proprietario Claudio Lotito è ormai insanabile, dopo anni di attacchi scomposti - vedi, fra l'altro, le famigerate telefonate rese pubbliche nelle quali veniva usato sempre un linguaggio molto pesante - prese in giro, mancanze di rispetto e denunce al momento terminate nel nulla ma solo dopo ben 20 anni di processo. La dignità non si compra con i punti in classifica, anche se belli, tanti e sorprendenti, perché non ha prezzo. Come la storia laziale: quella storia che l'attuale gestione dei vertici dirigenziali continua a non riconoscere e a calpestare".
