Isaksen, il “tir aggir” ora parla danese: la Lazio si gode la sua firma
RASSEGNA STAMPA - Il tiro a giro, diventato “o' tir aggir” a Napoli grazie a Lorenzo Insigne, potrebbe avere ora una versione danese. Gustav Isaksen lo ha trasformato in una vera specialità: cambia l'avversario, cambia lo stadio, ma non il risultato. Mancino aperto, pallone sul secondo palo e portiere battuto. È successo contro il Monza all'Olimpico e si è ripetuto appena una settimana dopo all'Allianz Stadium, dove il suo gol ha contribuito al clamoroso 3-0 della Lazio sulla Juventus. Due reti molto simili che certificano il ritorno del danese dopo la sosta per le nazionali.
Non è una coincidenza. Da quando veste la maglia biancoceleste, Isaksen ha segnato otto gol con diverse versioni dello stesso fondamentale: il sinistro a incrociare verso il palo lontano. Dal Frosinone al Bologna, passando per le reti contro Napoli, Viktoria Plzen, Cagliari e Cremonese, fino alla doppietta delle ultime due settimane.
La differenza, oggi, è che Isaksen sta aggiungendo anche quello che Gattuso gli chiede: corsa, sacrificio, aggressività e continuità. Contro il Monza era stato il laziale ad aver percorso più chilometri, 12,276. La Danimarca gli ha poi dato minuti durante la sosta, restituendolo a Formello con un gol, un assist e un rigore procurato. Il talento non è mai stato in discussione, ma ora Isaksen deve trasformarlo in continuità, senza rinunciare alla giocata che ormai è diventata la sua firma.
