Ex Lazio | Immobile: "Malagò mi ha chiamato subito. Ora vorrei allenare"

19.10.2026 16:15 di  Andrea Castellano  Twitter:    vedi letture
Ex Lazio | Immobile: "Malagò mi ha chiamato subito. Ora vorrei allenare"
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L'ex capitano della Lazio Ciro Immobile ha raccontato ai microfoni di Vivo Azzurro Tv il suo nuovo ruolo da capo delegazione della Nazionale italiana Under 16. Di seguito le sue dichiarazioni: "Ho avuto una forte emozione quando ho messo piede in campo per allenarmi un pochino mentre la squadra riposava, mi tornano in mente i bei momenti lasciati qui. Coverciano è simile a come l'avevo lasciata. Le grigliate all'Europeo davanti alla foresteria, le giornate passate in camera con Belotti, Florenzi e Pellegrini a giocare alla Playstation: sono cose che ti restano dentro. Il momento più bello in Nazionale per me è stata la finale dell'Europeo, è stata l'apoteosi".

"Un orgoglio per me entrare di nuovo nella famiglia della Nazionale. Sono consapevole delle responsabilità che ci sono. Sicuramente un ruolo diverso, da tecnico a istituzionale. Ma quando si parla di calcio va bene tutto. Il contatto con Malagò è stato particolare: il presidente mi ha chiamato nel pomeriggio del giorno in cui mi sono ritirato, la sua chiamata è stata una sorpresa positiva che non avrei mai immaginato. Mi fa capire quanta stima ho lasciato nelle persone come uomo. Ero in Abruzzo in vacanza, ho ragionato, ho parlato con mia moglie e la mia famiglia, loro mi hanno incoraggiato sempre".

"Cercherò di essere sincero e proiettato al futuro. Sono felice di essere tornato a far parte di questo ambiente in questo momento. L'Italia ha ampi margini di miglioramento per fare bene. Lavorare a stretto contatto con il mister mi piace, sto capendo quanta voglia e passione mette in quello che fa. Le nazionali devono lavorare tutte insieme per portare i talenti in prima squadra".

"Ho trovato dei ragazzi volenterosi, timorosi anche nel prlare con me ma me l'aspettavo. Ho battuto più di tutti su l'educazione e il rispetto per lo stemma che portano avanti. Ogni tanto mi avvicino e gli tiro fuori qualcosa che ho visto e loro reagiscono in maniera positiva. La prima riunione prima della partita ho rotto il ghiaccio, non sono uno di quelli che batte i pugni sul tavolo per caricare, con le parole giuste si può arrivare al cuore dei ragazzi".

"Le strade facili nel calcio comportano sacrifici e rinunce. A 20 anni ero consapevole di dover dare il massimo anche raggiunta la Nazionale: il mio sogno era quello di diventare qualcuno di importante. Ti dicono sempre di sognare in grande ma non mi sarei mai aspettato di vincere un Europeo, essere il capitano dell'Italia e di una squadra per 5 anni, vincere la Scarpa d'Oro ecc. Mi piacerebbe fare l'allenatore, stando a contatto coi ragazzi sto capendo cosa significa". 

Andrea Castellano
autore
Roma, classe 2003. Giornalista pubblicista da ottobre 2023. Redattore e inviato per Lalaziosiamonoi.it. Inviato e speaker per Radio Laziale.