Malagò: "Complimenti a Gattuso! Si sta togliendo belle soddisfazioni"
Giovanni Malagò, attuale commissario straordinario della FIGC, si è soffermato con i cronisti a margine del premio Scopigno: “Ci vuole pazienza… Stiamo lavorando come prima, con un ruolo formalmente diverso ma nella sostanza le cose non cambiano. Per il sacro rispetto dell’ormai ex consiglio federale mi sembra corretto coinvolgerli, poi si procede verso il 14 dicembre. Ci sono tante cose all’ordine del giorno, dall’Under alla Nations League fino allo spareggio mondiale per le ragazze”.
Il calcio italiano è uscito a pezzi dall’ultima giornata di Champions League. È così lontano da quel livello?
“Io sono sempre diffidente nei confronti dei dirigenti che esprimono giudizi trancianti sull’aspetto tecnico… Certo, quando quattro squadre su quattro perdono fa riflettere, ma non penso sia la fotografia del nostro calcio. Le altre italiane in Europa e Conference League hanno fatto bene: credo che valiamo di più”.
Quanto c’è da fare per il calcio giovanile e di base?
“Si sta facendo. C’è un movimento di gestione che parte dal Club Italia e coinvolge Gianfranco Zola. Mi sembra che ci siano giovani italiani, qualcuno non conosciuto al grande pubblico, che si stanno affacciando con prospettive importanti sia per l’U-21 sia per la Nazionale maggiore. Poi c’è un discorso infrastrutturale verso Euro 2032 significativo”.
Come si spiega le sorprese in campionato e le difficoltà di squadre come Juve e Napoli?
“È il bello del calcio. Forse non eravamo più abituati a questo tipo di sorprese. Il calcio è uno sport di squadra, non individuale. È il motivo per cui noi perdiamo lo spareggio con la Bosnia ed Erzegovina, poi andiamo in Francia e giochiamo alla pari con una squadra sulla carta più importante di noi. È chiaro che è qualcosa di non ricorrente, però secondo me è molto bello. Poi mi sento di dire che in Europa ci sono almeno un paio di campionati importanti monopolizzati ormai da tempo: negli ultimi anni, anche se l’Inter ha dimostrato di essere più continua, c’è stata un’alternanza positiva. Sui casi singoli i numeri e i risultati dicono certe cose, poi io non posso fare analisi in concreto, ma i riconoscimenti al Frosinone sono motivo di plauso, lo stesso vale per il Cagliari e per altre squadre che utilizzano 4-5 giocatori italiani. Possiamo solo essere grati, non mi pare che gli italiani abbiano rendimenti inferiori rispetto a giocatori presi all’estero con investimenti importanti. Uno su tutti Cisse del Milan”.
Il riscatto di Gattuso alla Lazio?
“Dire complimenti è dire poco. Si sta levando belle soddisfazioni per quella che è stata una parentesi non felice della non qualificazione dell’Italia. Partiamo da Mancini, arrivando a Baldini e Soncin: stanno facendo tutti bene, considerando il materiale a disposizione”.
Come giudica il nuovo corso degli arbitri italiani?
“Mi sembra che ci sia un giudizio unanime: si gioca di più, con intensità, senza perdite di tempo. Ieri ho visto diverse partite in cui anche qualche stratagemma sul fallo laterale porta all’inversione. Mi sembra un eccellente pacchetto di norme che piacciono molto al pubblico. Giocando di più credo che ci si alleni di più, mi sembra che gli arbitraggi internazionali siano quelli a cui si fa più riferimento in Italia. La Premier League per tanti motivi è irraggiungibile, poi abbiamo Spagna, Germania e Italia: dobbiamo essere sul podio, è poco ma sicuro”.
