SETTORE GIOVANILE | Lazio, anche l'U17 fuori dai playoff: cosa resta della stagione?

12.06.2022 17:15 di Tommaso Marsili Twitter:    vedi letture
Fonte: Tommaso Marsili - Alessandro Zappulla - Lalaziosiamonoi.it
SETTORE GIOVANILE | Lazio, anche l'U17 fuori dai playoff: cosa resta della stagione?
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© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Con l'eliminazione dell'U17 dai playoff nazionali, si conclude la stagione del settore giovanile della Lazio. I biancocelesti allenati da D'Urso hanno chiuso il loro percorso ai quarti di finale, fermati dall'Inter col risultato complessivo di 5-4 (4-2 all'andata, 1-2 il ritorno). Un vero peccato per quella che è stata la stagione: regular season condotta ad alti livelli da quasi tutte le sezioni, con l'accesso alle Final Eight di tre squadre (U15, U16 e U17 uscite poi rispettivamente agli ottavi con il Monza, ai quarti con la Roma e sempre ai quarti con l'Inter). Sicuramente un traguardo importante visto che era la prima volta per tutt'e tre le formazioni contemporaneamente ai playoff. Le eliminazioni non cancellano l'ottima annata, anche se il gap con le grandi sembra evidenziato con la casella dei successi finali rimasta a zero.

SOLO L'INIZIO - Questa stagione è incastonata in un percorso di crescita. Imparare a vincere significa anche albergare tra le prime 7 o 8 squadre pur contando su un budget da seconda categoria. Il punto sull'annata posto dall'ultima fatica dell'under 17 appena consumata, rappresenta lo step di partenza per proseguire il progetto iniziato cinque anni fa.

PIANO PIANO ARRIVANO DEI FRUTTI - Il Direttore Bianchessi sa come muoversi. Lo ha dimostrato prendendo giovani di prospettiva. Ha iniziato la sua 'storia' alla Lazio con i tredicenni, oggi si contano 23 chiamate in Nazionale di giovani talenti. Molti di essi sono convocati per stage, ma la lente della federazione è orientata verso la Lazio. Il portiere Magro è uno dei fiori all'occhiello di questi anni di lavoro. E' cresciuto sotto le cure dello staff di Bianchessi ed è arrivato ad esser titolare all'Europeo. Milani si è messo in mostra, così come Troise, infortunatosi nella fase finale del Campionato Europeo. Il novero dei talentini non può dimenticare Mussolini, aggregato in prima squadra e Crespi, goleador sotto età in primavera. Il muro invalicabile delle finali su cui si è bloccata la Lazio però ha sancito un solco importante con i club del Nord e con la stessa Roma. Sulla performance generale del settore giovanile grava una zavorra pesantissima: il budget! La Lazio lavora su piani imparagonabili. L'Inter ha investito 11 milioni sul settore giovanile, la Roma 10 e questi sono solo due esempi, mentre la Lazio non supera i 2.5. Investimenti diversi che si riassumono nel percorso spezzato nella fase finale. Competenza e progetti che si arenano sul più bello. Questo deve fornire un tema da analizzare per crescere ancora. Le giovani leve biancocelesti devono produrre giocatori da acclamare e applaudire in prima squadra. Il nido delle aquile nel calcio plurimilionario di questi tempi va concepito come un prodotto che realizzi talento e un potenziale tesoretto. Per far questo, oltre al denaro da investire, che va proporzionato ai grandi, va risolto il problema della gestione della Primavera. Quella che dovrebbe rappresentare la massima espressione del calcio dei giovani infatti da troppi anni è relegata ad una dimensione che non le compete. Va risolta la gestione, divenuta terra di conquista per troppo tempo, da anni sotto la gestione fallimentare del Direttore Sportivo. Guerre, invidie, battaglie e budget inappropriato: tutti temi da affrontare e risolvere per accorciare il gap con le grandi e rinforzare le ali delle giovani speranze biancocelesti.