Calcagno a Sarri: "AIC da anni contro i calendari folli. Più di far causa alla FIFA..."
“Siamo davanti a un calendario assurdo, e mi meraviglia che l’Assocalciatori non dica nulla”. Così, dopo la vittoria sul Pafos, il tecnico dell’Atalanta, Maurizio Sarri. Parole rispetto alle quali arriva la replica, ai microfoni di TMW, di Umberto Calcagno, presidente dell’Associazione Italiana Calciatori, da tempo in prima fila proprio su questo tema: “In realtà noi denunciamo da anni questo affollamento dei calendari e il rischio di infortuni soprattutto per i top player. La verità è che AIC e Serie A possono fare poco, se non allearsi nella causa contro la FIFA, come abbiamo già fatto”.
Ecco, appunto: Sarri ha parlato di esposto. Voi avete fatto causa alla FIFA dal giugno 2024, ben prima che ci fosse questa levata di scudi contro la federazione mondiale…
“Beh, più di quello che possiamo fare? Abbiamo avuto il coraggio di farlo, e direi anche in tempi non sospetti, insieme a FIFPro e agli altri grandi sindacati internazionali. Oggi abbiamo un protocollo di intesa che ci lascia ben sperare, nel quale la FIFA si è impegnata a non apportare nuove modifiche al calendario internazionale senza una consultazione con la FIFPro. Quantomeno abbiamo bloccato nuove fughe in avanti”.
È un tema su cui siete in sintonia con la Serie A.
“Esatto. Dire che noi non facciamo tutto il possibile è ingiusto. Poi, che si possa fare di più e si debbano trovare soluzioni, siamo tutti d’accordo. Ma è una cosa di cui parliamo spesso, anche perché riguarda la salvaguardia dei campionati nazionali: al di là degli infortuni, è una situazione che ha anche risvolti economici deleteri per il campionato italiano”.
Le parole di Sarri denotano una scarsa percezione del lavoro dell’AIC?
“Mi pare che Costacurta gli abbia replicato in maniera molto giusta. Da un lato fa piacere, perché siamo riconosciuti come soggetto molto importante. Però immaginare che l’AIC possa incidere più di quanto non stia facendo, anche lavorando in sinergia con la FIFPro e i sindacati internazionali, mi pare complicato. Stiamo facendo il massimo”.
Veniamo dalla sosta XL per le nazionali. Ha inciso?
“Il problema è chi gioca contemporaneamente campionato, coppe internazionali e partite della nazionale. Non è il numero totale che incide, ma quante se ne giocano di fila. E la maxisosta non ha cambiato nulla per questi calciatori, che vanno in nazionale, continuano a giocare e si infortunano. Non hanno fatto nessuna pausa, anzi. Piuttosto, io spero che gli allenatori capiscano che quest’anno finalmente c’è di nuovo la sosta natalizia e che sarà opportuno dare una settimana di riposo a questi ragazzi. Il recupero è più importante del lavoro: spero che si ricordino di questi infortuni quando dovranno dare giorni di riposo. È l’aspetto più importante”.
