Lazio - Celtic, Garzya: "Pazzesco il rigore negato ai biancocelesti. Ma il Var?"

"La sconfitta della Lazio è un peccato, ora la qualificazione in Europa League è davvero appesa a un filo", ha detto Luigi Garzya.
08.11.2019 13:20 di Francesco Mattogno Twitter:    Vedi letture
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Lazio - Celtic, Garzya: "Pazzesco il rigore negato ai biancocelesti. Ma il Var?"

Ex Lecce, prossimo avversario della Lazio, e Roma, rivale storica dei biancocelesti. Luigi Garzya, oggi vice-allenatore dell'Italia Under 20, ha parlato a Radio Yes delle sfide di Europa League di ieri sera. Tra cui, ovviamente, anche Lazio - Celtic, gara macchiata da un errore dell'arbitro Stieler che non ha concesso un rigore lampante alla squadra di Inzaghi: "La sconfitta della Lazio è un peccato, ora la qualificazione in Europa League è davvero appesa a un filo. Ma non si può non concedere un rigore così, è pazzesco. Come può non esserci il Var in una competizione così importante? Ci dicono che l’Europa League non va snobbata, e poi vengono commessi errori così gravi, come è avvenuto anche alla Roma in casa, perché non c’è la tecnologia". Errori arbitrali, ma anche ingenuità e sfortuna: "Tra l’altro la Lazio è stata molto sfortunata, è una squadra che crea tanto ma che ieri ha concretizzato poco. Penso che le squadre italiane dovrebbero crederci di più in questa Coppa, e gli allenatori dovrebbero fare meno turn over. Purtroppo se vuoi competere a certi livelli devi avere una rosa completa, che ti consenta di fare Serie A ed Europa. Per i biancocelesti era un’occasione importante, ma l’hanno sfruttata male”.

LA SERIE A - Garzya ha parlato anche del cammino in campionato della squadra di Inzaghi “Credo che la Lazio, insieme all’Atalanta e a tratti anche alla Roma,sia la squadra che gioca il miglior calcio in Serie A. Meglio anche di Juventus e Napoli. Può credere fino in fondo alla qualificazione in Champions League. La Lazio ha calciatori del calibro di Correa e Luis Alberto che sono un bene per il calcio italiano, un piacere per gli occhi. Immobile? È uno dei più forti attaccanti in assoluto, a parte in Germania ha sempre fatto bene. Forse per il salto in un grande club come il Borussia Dortmund era troppo giovane”.

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