Lazio, Mendicino: "Gattuso sta gestendo bene. Ora aumenterà la pressione..."
L'ex Lazio, Ettore Mendicino, è intervenuto ai microfoni di Radio Laziale per analizzare la gestione di Gennaro Gattuso e il momento della Lazio, regalando anche alcuni passaggi sul passato.
LAZIO E GATTUSO - "A me Gattuso è sempre piaciuto, anche se i risultati non gli hanno dato ragione. Quando giocavo al Siena mi chiamò per andare nel suo Pisa. Il lato umano negli allenatori viene sempre prima. Da questo punto di vista Gattuso è molto empatico, molto sensibile. Anche in Nazionale questo è sempre trapelato. La sua gestione gli sta dando ragione ed è alla base di una programmazione per il futuro. Quando si crea una relazione reale, vera e sincera dal punto di vista umano i risultati sono più favorevoli. La Lazio mi sembra una squadra sana di testa. Il fatto di esser stata deresponsabilizzata l'ha aiutata, c'è meno pressione. Ora crescerà e vediamo come andranno le cose. La gestione Gattuso sarà un valore aggiunto".
ALLENATORE-GIOCATORE - "Oggi è complicato pensare di poter andare da un giocatore top e dirgli come giocare. Secondo me è molto più importante avere una credibilità, stabilire una fiducia con la squadra. Altrimenti non si spiegherebbe perché alcuni giocatori in certi ambienti abbiano un rendimento e in altri no. L'allenatore deve capire il materiale che ha a disposizione, non imporre".
DELIO ROSSI E SABATINI - "Come allenatore ho avuto Delio Rossi. Da un punto di vista calcistico mi ha insegnato tanto. Era un silenzioso, ma ricordo che ogni tanto ti chiamava al telefono. Si prendeva cura dei giocatori e quindi creava una relazione. Questa è una cosa che ho assaporato ancor prima con Walter Sabatini. Lui trattava ragazzi di 17/18 anni come se fossero dei trentenni. Questo è importante perché permette di stabilire una relazione di fiducia".
ZARATE - "La testa fa brutti scherzi. Zarate era cambiato tanto. La fiducia è qualcosa che dipende da noi stessi, ma anche dalla considerazone che gli altri hanno di noi. Era un ragazzo giovane che caratterialmente ha subito il contraccolpo. Da un punto di vista mentale è crollato e non è riuscito a esprimere il suo potenziale. Ma la colpa non poteva essere solo sua. Credo che non sentisse più la fiducia".
