Lazio, Di Canio: "La squadra ha un obiettivo più grande della classifica"
Al Club su Sky Sport uno spazio è dedicato alla Lazio, prima in classifica insieme all’Inter dopo 6 giornate di campionato. L’ex calciatore biancoceleste Paolo Di Canio ha analizzato così la partita contro il Monza: "La Lazio è lì, con grande merito, e contro una squadra in 10, il Monza, che lotterà per non retrocedere fino alla fine, ben quattro occasioni da gol sul 2-1 sono tantissime, deve fare pure due grandi parate Mandas. Poi la va a chiudere la partita e poteva fare altri due gol, poteva anche vincere 5-1 alla fine".
Sul lavoro di Rino Gattuso: "Ha trovato la comunicazione, ha trovato la disponibilità di giocatori che hanno voglia alcuni di ritrovarsi come Tavares, alcuni di trovare quello spazio che non avevano mai trovato, cioè essere importanti nel progetto, come Noslin, è arrivato Frattesi che può diventare il leader che lega tutte queste cose insieme, Zaccagni ritrovato. È una squadra che ha gamba, che ha energia fisica in alcune zone, a destra Floriani Mussolini che fa su e giù, fortissimo, di gamba e forza, ha giocatori fuori che potrebbero rientrare, ha trovato Belahyane che non aveva mai giocato e fa l’equilibratore con Taylor che diventa trequarti, ha la settimana tipo dove poter lavorare bene e dopo quanto successo con il Mantova tutti si aspettavano il disastro, invece ha creato l’idea di gruppo squadra nel vero senso della parola. Tutti remano nella stessa parte, si sono isolati, con tutte le problematiche che ci sono. Gattuso nella comunicazione è bravo a non nascondersi e non nascondere che oggi poteva anche pareggiarla la partita e non deve accadere, perciò vuole sempre di più: accarezza i suoi giocatori, gli dà la giusta strigliata, ma parla anche al club, quando il direttore sportivo dice di dover arrivare in Europa, non gli va contro ma chiede di non creare queste pressioni perché non ha senso per nessuno".
Infine un passaggio su quello che secondo Di Canio può essere il vero obiettivo della squadra: "Hanno uno stadio vuoto, che probabilmente sta diventando la forza, cioè sono convinto perché sento degli umori, che con le loro prestazioni pensano di poter essere coloro che fanno ritornare la gente allo stadio e diventa quasi magica questa cosa. In trasferta vengono e creano una piccola Curva Nord dove fanno anche le coreografie, perciò lì si vede che c’è l’amore per noi, c’è il rispetto, però se riusciamo a far questa cosa diventa un fatto ancora più grande della classifica e questa è una cosa particolare che non si è mai verificata nel mondo del calcio".
