Lazio, l'Olimpico vuoto e il paradosso della vetta: l'analisi di Repubblica
RASSEGNA STAMPA - La Lazio vola in classifica, ma l'Olimpico continua a restare semivuoto. È il grande paradosso biancoceleste raccontato oggi da La Repubblica, che dedica un ampio approfondimento alla frattura tra Claudio Lotito e la tifoseria, sullo sfondo di una stagione cominciata ben oltre le aspettative. Una contestazione che prosegue da mesi, alimentata da un rapporto con la proprietà ormai profondamente deteriorato e che non sembra risentire dei risultati ottenuti sul campo. Il quotidiano ripercorre le tappe del dissenso, dalla scelta del tifo organizzato di disertare lo stadio fino alle grandi manifestazioni estive, sottolineando come la protesta sia diventata una questione di principio, destinata a proseguire indipendentemente dal cammino della squadra.
Nel racconto di Repubblica trova spazio anche l'inchiesta che coinvolge Luigi Bisignani e altri soggetti, relativa all'ipotesi investigativa di un presunto piano di pressioni finalizzato alla cessione della società. Una vicenda ancora al vaglio degli inquirenti, con le responsabilità tutte da accertare, che si inserisce in un contesto già particolarmente teso. Il quotidiano si sofferma soprattutto sulla progressiva centralità assunta dalla figura di Lotito nel confronto tra società e tifosi, evidenziando il rischio che la contrapposizione finisca per mettere in secondo piano persino quanto di positivo sta accadendo sul terreno di gioco. Una riflessione che accompagna il racconto di un ambiente diviso, nel quale anche la scelta di continuare a frequentare lo stadio può diventare motivo di discussione tra sostenitori.
E proprio il campo rappresenta l'altro grande protagonista dell'analisi. Repubblica attribuisce a Gennaro Gattuso un ruolo decisivo nella sorprendente partenza della Lazio, sottolineando la capacità del tecnico di rilanciare giocatori e valorizzare una squadra che alla vigilia non figurava tra le principali candidate ai vertici. Da Frattesi a Tavares, passando per Belahyane, Noslin e Mandas, il quotidiano racconta una trasformazione tecnica e caratteriale che ha portato i biancocelesti nelle zone più alte della classifica. Resta però irrisolto il contrasto tra i risultati sportivi e la distanza della tifoseria dalla proprietà. Ed è su questa immagine che si chiude la riflessione del giornale: due mondi sempre più lontani, mentre la squadra continua a sorprendere. Una Lazio capace di ritrovare entusiasmo sul campo, senza che questo abbia ancora prodotto un riavvicinamento tra chi la guida e una parte consistente del suo popolo.
