Lazio - Roma, Inzaghi contro Fonseca: dal tabù all'asso nella manica

Analizziamo il derby tra chiavi tattiche, precedenti sfortunati e possibili scenari di gioco: Inzaghi ha un nuovo avversario con cui confrontarsi.
31.08.2019 08:45 di Alessandro Menghi Twitter:    Vedi letture
Fonte: Alessandro Menghi - Lalaziosiamonoi.it
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Lazio - Roma, Inzaghi contro Fonseca: dal tabù all'asso nella manica

DERBY LAZIO - ROMA - Eric Cantona diceva: “Io non gioco contro una squadra in particolare. Io gioco per battermi contro l’idea di perdere”. Ma se la vittoria arriva contro un avversario in particolare, quello che hai sempre desiderato e voluto sconfiggere, beh allora, Eric, tutto diventa decisamente più bello. Battere la Roma darebbe alla Lazio questo tipo di sensazione. Per vincere il derby servono cuore, testa e tattica. Non si scappa. Inzaghi ha avuto una settimana per studiare Fonseca, i pregi e i difetti della Roma, il modo di giocare dei giallorossi che contro il Genoa hanno messo in luce un’idea di calcio ben precisa: linea di difesa alta, molto alta, per riconquistare subito il pallone e andare velocemente da Dzeko. Per Inzaghi sarà una nuova sfida dopo il primo confronto con Spalletti nel 2016 e quello contro Di Francesco nel 2017, entrambi usciti vincitori. Simone ora però ha più esperienza, è il simbolo della continuità biancoceleste e sa anche come si vincono i derby. Vorrà ripetersi sfatando tabù e indovinando chiavi tattiche che aprirebbero la porta al successo della Lazio. 

INZAGHI E IL TABÙ DEL CAMBIO DI PANCHINA - C’è un piccolo tabù per Inzaghi: da quando è sulla panchina della Lazio ha perso sempre il primo confronto con un nuovo allenatore della Roma. Il 4 dicembre 2016 Spalletti ha vinto il derby di andata. Il 18 novembre 2017 ci ha pensato Di Francesco a battere la Lazio. Insomma, il cambio di panchina, almeno inizialmente, porta bene alla Roma. Nel 2016 la Lazio, schierata con il 4-3-3, perse per una scelleratezza in fase di impostazione di Wallace che aprì la strada a Strootman e al successo dei cugini. Nel 2017, invece, dominò la Roma che esultò grazie ai gol di Perotti e Nainggolan. In quest’ultimo caso Inzaghi scelse il 3-5-2, modulo confermato anche in futuro. Alcuni principi tattici Inzaghi li ha mantenuti nel corso della sua carriera e nei derby successivi: la profondità richiesta da Immobile e l’inserimento delle mezzali offensive come Milinkovic e Parolo, per esempio. Spesso poi la differenza l’hanno fatto gli episodi, errori individuali piuttosto che incertezze collettive. Il passato può insegnare a non ripetere gli stessi sbagli ed ora, il nuovo derby con Fonseca, potrebbe anche dare un vantaggio alla Lazio...

INZAGHI CONTRO FONSECA: IL VANTAGGIO DA SFRUTTARE - Si è visto contro il Genoa domenica scorsa: Fonseca sbilancia la Roma, è la sua idea di calcio. Alza la linea dei quattro difensori quasi fino al centrocampo per accorciare gli spazi tra i reparti, giocare sulla trappola del fuorigioco e ingabbiare col pressing alto il possesso degli avversari. È lo stesso tipo di tattica usata quando allenava lo Shakthar in Ucraina ed ora sta provando a riproporlo a Roma. Il 3-3 subito contro il Genoa, però, ha mostrato alcune falle: la difesa è andata in affanno, vedendosi spesso infilata alle spalle o sulle fasce. Juan Jesus e Fazio soffrono gli attaccanti veloci in grado di buttarsi dentro coi tempi giusti. Ecco allora quale potrà essere il vantaggio tattico della Lazio: per caratteristiche Immobile e Correa possono creare più di un problema ad una difesa che concede molto campo e che va in sofferenza sui contropiedi. Fonseca ricorda un po’ lo stile di Luis Enrique, almeno come intenzioni. La Lazio sa come punire questa filosofia: ci riuscì Klose allo scadere nel 2011 (2-1), i biancocelesti vinsero anche la stracittadina di ritorno coi gol di Hernanes e Mauri nel marzo 2012. Luis Enrique perse entrambi i derby. Certo, la Roma di Fonseca è diversa da quella, ha più soluzioni in attacco e una prima punta pericolosa come Dzeko. Ma il desiderio di proporre un gioco più che offensivo la esporrà inevitabilmente a dei pericoli. Inzaghi dovrà lavorare soprattutto su questo, ha i giocatori giusti per dare scacco matto. Può essere l’asso nella manica della Lazio.

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