Brocchi: "Sono andato alla Lazio per orgoglio. Fallo di Matuzalem? Vi dico..."

22.01.2025 11:45 di  Chiara Scatena   vedi letture
Brocchi: "Sono andato alla Lazio per orgoglio. Fallo di Matuzalem? Vi dico..."
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© foto di Federico Gaetano

Cristian Brocchi, ex centrocampista della Lazio, è stato intervistato da Nicolas Cariglia e Edoardo Di Nuzzo per il canale Youtube di The Squad e ha avuto modo di parlare della sua parentesi in biancoceleste e del brutto fallo che ha subito da Matuzalem, ex compagno di squadra, in un Genoa-Lazio: "Bisogna smentire questa cosa: molti pensano che abbia chiuso la carriera per colpa di Matuzalem, ma non è assolutamente vero: mi ha fatto un’entrata brutta, che non si deve fare, ma non ho smesso per quello. Nell’ultimo anno mi sono fatto male a un piede in maniera grave, non mi sorreggeva più. Siccome sono uno che non molla, non accettavo di chiudere così la mia carriera e ho fatto di tutto per recuperare, la società mi ha anche prolungato il contratto… per me la squadra era davanti ai miei problemi, ma la verità è che non riuscivo più a giocare".

ROMAGNOLI - "Romagnoli fa un passaggio di carriera che ho fatto anche io. Per lui è stato più facile, romano e laziale, io lo avevo fatto perché volevo vincere con una maglia diversa rispetto al Milan. Ho avuto la possibilità di andare e ho detto “Vado”, rinunciando a soldi e vita privata a casa. Non mi avrebbero mai mandato via, ma io per orgoglio… la situazione con Romagnoli è un po' diversa da questo punto di vista: lui è tornato a casa, si sente a casa, è molto felice di stare lì. Invece io i primi tempi alla Lazio sono stato malissimo".

PRIMI TEMPI - "Nato e cresciuto a Milano, a San Siro quando finisce la partita, anche la più importante, esci dallo stadio e poi finisce lì e riprendi la tua vita. Roma è un ambiente completamente diverso, tifosi diversi proprio nella gestione della cosa… io ho fatto fatica all’inizio. Poi anche integrarmi in un gruppo che aveva avuto delle problematiche: molti li avevano mandati via, io ero un nuovo acquisto e quindi non ero stato subito ben visto all'inizio da una parte dello spogliatoio perché avevano mandato via degli amici, ma ovviamente non per colpa mia. Ci ho messo qualche mese a integrarmi, diciamo che fino a gennaio non vedevo l’ora arrivasse la domenica per la partita e poi tornare a Milano un giorno e mezzo".

LA SVOLTA - "A gennaio una chiamata con Tare ha cambiato tutto, gli avevo detto che volevo andare via, ma abbiamo parlato tanto: “Sei venuto qua per vincere e vuoi andare via perdente?”, da lì ho svoltato, a maggio abbiamo vinto la Coppa Italia e ad agosto la Supercoppa contro l’Inter del triplete. Non mi sono mai pentito della mia scelta di andare alla Lazio".

Chiara Scatena
autore
Laziale dal 1996. Redattrice per lalaziosiamonoi.it, ma anche per Lottomatica.sport, Totosì.sport, Goldbetlive.it, calcio.com. E, visto che non ci annoiamo mai, anche psicologa.