Lazio, Manfredonia: "Avrei dovuto rispettare di più i tifosi, non rifarei quella scelta"

L'ex difensore biancoceleste, durante una lunga intervista, ha raccontato la sua esperienza con la maglia della Lazio e il suo passaggio alla Roma
24.10.2021 09:00 di Tommaso Marsili Twitter:    vedi letture
Fonte: Lalaziosiamonoi.it
© foto di Federico De Luca
Lazio, Manfredonia: "Avrei dovuto rispettare di più i tifosi, non rifarei quella scelta"

Pedro, con il suo passaggio alla Lazio, ha allungato la lista di giocatori che hanno indossato entrambe le maglie delle squadre capitoline. Tra gli altri c'è anche Lionello Manfredonia, biancoceleste negli anni '70 poi passato alla Juventus e dopo alla Roma. Durante una lunga intervista, riportata dalla rassegna stampa di Radiosei, l'ex giocatore ha raccontato il suo periodo alla Lazio: "Io e Bruno Giordano giocavamo in Primavera nell'anno del primo scudetto laziale, due ragazzini a contatto con una squadra di pazzi meravigliosi. Ho visto cose oggi impensabili: il sabato mattina Martini e Re Cecconi facevano paracadutismo e poi si allenavano. Lo spogliatoio era diviso in due (il gruppo di Chinaglia e Wilson da una parte, quello di Martini e Re Cecconi dall’altra, ndr ), nelle partitelle si prendevano a botte, Chinaglia era una furia. La domenica si compattavano e vincevano. Li teneva assieme Tommaso Maestrelli, grande uomo e maestro di calcio, con un gioco molto olandese. Poi Maestrelli si ammalò e morì. Re Cecconi venne ucciso per sbaglio nella tragedia della gioielleria. La magia finì".

IL "NO" ALLA JUVENTUS - Nel 1976 rifiutò la chiamata di Boniperti dalla Juventus perché "non volevo lasciare Roma, dove vivevo benissimo".  

CALCIOSCOMMESSE - "Vale il discorso di prima. Io e Bruno Giordano frequentavamo il ristorante sbagliato e nessuno ci suggerì di cambiare locale. Di base eravamo degli ingenui, ci facemmo coinvolgere in una situazione che non ci apparteneva per niente. Ci diedero tre anni di squalifica (accorciata dall’amnistia per la vittoria nel Mondiale ’82, ndr ) anche perché non ci andava di passare per spie". 

RIPARTENZA - Dopo la squalifica Lionello tornò in campo e conquistò la Serie A con la Lazio. Boniperti chiamò nuovamente e in quel caso non disse nuovamente "no". Lui racconta che non si potè rifiutare, era finalmente tornato in auge. 

IL PASSAGGIO ALLA ROMA - "Avrei dovuto rispettare di più le tifoserie di Lazio e Roma. Il tifoso vive di queste cose. Una scelta impulsiva, legata al fatto che Boniperti mi offriva un rinnovo annuale e Viola alla Roma un triennale. Non la rifarei, anche se alla Roma trovai Nils Liedholm, l’allenatore che mi ha dato di più, assieme a Roberto Clagluna alla Lazio. 'Difensore scivoloso difensore difettoso', mi ripeteva il Barone quando entravo in scivolata".