Lazio, Sarri e le sue frasi rimaste famose: dalle facce di c**** al palazzo

Una lista di frasi celebri del nuovo tecnico biancoceleste raccolte durante la sua carriera: c'è l'essenza del Sarrismo.
12.06.2021 10:00 di Alessandro Menghi Twitter:    vedi letture
Fonte: Lalaziosiamonoi.it
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Lazio, Sarri e le sue frasi rimaste famose: dalle facce di c**** al palazzo

Sarri alla Lazio significa accettare un insieme di cose. L'ha spiegato bene il video pubblicato dal club sui social per annunciare l'allenatore: aprite le porte alla bellezza. Quello sicuramente, non c'è dubbio che dovremo essere pronti al "Sarrismo", al calcio-spettacolo. È quello che si augurano i tifosi, che però sanno pure che, come ricorda la rassegna di Radiosei, avranno di fronte un personaggio che nella sua carriera ha anche saputo prendersi la scena fuori dal campo, con delle frasi rimaste celebri. Riviviamone alcune.

"Mi piacerebbe vedere undici facce di c.... che palleggiano sulla faccia del Manchester City".

"Io nel calcio conosco solo un modo per togliere lo scetticismo dalla testa della gente, vincere e convincere".

"Nelle categorie inferiori conosco tanti che potrebbero stare al posto mio, se godessero di attenzione mediatica e avessero un pò di c...".  

"Il mio look? Se la società mi imponesse di andar vestito in altro modo, dovrei accettare. A me fanno tenerezza i giovani colleghi del campionato Primavera che portano la cravatta su campi improponibili. Mi fanno tristezza, sinceramente".

"Se non volevo essere sotto esame facevo domanda alle Poste". 

"Napoli padrone del proprio destino? Fosse per me andremmo fino al palazzo a prendere il potere".

"Questa frenesia, per la quale un allenatore è un cretino se perde due partite o un genio se ne vince due, e un attaccante una schiappa se sbaglia un rigore e un genio se fa un gol qualsiasi, rende molto difficile far vivere progetti e quindi far evolvere il calcio".

"Prima ero più rigido. Ero più portato a pensare che la tattica fosse un valore assoluto. Ora so che il bambino che c’è in ogni giocatore non va mai spento... Quando un giocatore si diverte rende il doppio, ed è uno spettacolo meraviglioso".

"Ho sempre detto che lo scudetto è una bestemmia, ma io sono toscano e in Toscana si bestemmia abbastanza. Una bestemmia quindi ogni tanto ci può stare, anche perché può capitare di tutto nella vita".