Stadio Roma, necessari altri 45 milioni di opere pubbliche

La realizzazione delle opere pubbliche per il nuovo stadio della Roma sarà a carico dei proponenti. Un investimento da 45 milioni.
07.08.2019 08:15 di Francesco Mattogno Twitter:    Vedi letture
Stadio Roma, necessari altri 45 milioni di opere pubbliche

Nella serata di lunedì si è aperto un nuovo capitolo, l'ennesimo, riguardante il futuro stadio della Roma. Il club di Pallotta ha chiesto chiarimenti alla Regione Lazio in merito alla responsabilità – se dei proponenti (chi gestisce la viabilità del progetto in accordo con la Roma) o del Comune – riguardo le opere per il trasporto pubblico legate al nuovo impianto, ricevendo la risposta più scontata: senza la realizzazione di queste opere pubbliche non si potrà pensare di aprire e rendere fruibile lo stadio e, tutte, saranno a carico dei proponenti. Come riporta la rassegna stampa di Radiosei, sulla paternità del trasporto pubblico la Regione ha dovuto fare chiarezza con una seconda nota: “Tutte le opere sono a carico dei proponenti, non solo l'acquisto dei nuovi treni, ma anche l'ammodernamento e il potenziamento della FL1 e della linea Roma-Lido, in particolare nella stazione di Tor di Valle. Inoltre, le spese per il potenziamento del trasporto pubblico di superficie in occasione degli eventi sportivi non potrà essere a carico della Regione Lazio o del Comune di Roma, ma dovrà essere sostenuto dai proponenti”. In parole povere, la Roma e i proponenti dovranno impegnarsi a potenziare la linea ferroviaria extraurbana con l'acquisto di almeno 18 treni, realizzare un secondo accesso carrabile all'area dello stadio (oltre a quello previsto da Via del Mare/Ostiense) e rafforzare con i dovuti adeguamenti la Roma-Lido. Un potenziamento provvisorio che costerà ai proponenti 45 milioni, e che sarà svincolato dal resto della spesa che dovranno sostenere per il rifacimento dell'intera linea Roma-Lido (pari a 180 milioni). A questo punto il presidente Pallotta dovrà mettersi d'accordo con i proponenti e riflettere se portare avanti il progetto acquistando i terreni di Tor di Valle, o fare dietrofront virando sul piano B: Fiumicino. A settembre si deciderà quando votare la convenzione urbanistica dello stadio, un nuovo capitolo di questa storia è pronto per essere scritto.

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