Canovi: “Lazio squadra attrezzata. Tare? Sono un suo ammiratore”

Il tempo stringe e la Lazio deve risolvere in poco tempo le questioni interne legate al mercato, per poter iniziare il campionato senza colpi di scena...
17.08.2021 07:20 di Lalaziosiamonoi Redazione   vedi letture
Fonte: Martina Barnabei - corso di informazione de Lalaziosiamonoi.it
© foto di Federico De Luca
Canovi: “Lazio squadra attrezzata. Tare? Sono un suo ammiratore”

Siamo alle battute finali, il tempo stringe. Il calciomercato sta per concludersi e il campionato sta per iniziare. Tutti i club stanno facendo i conti con le varie problematiche interne, comune a tutti è l’aspetto economico. Anche in casa Lazio, Tare e Lotito devono impegnarsi per poter garantire a Sarri una rosa adeguata anche in vista dell’impegno in Europa League. Alcuni punti salienti del mercato sono stati affrontati con Dario Canovi, decano dei procuratori.

Quanto l’indice di liquidità sta bloccando il mercato? E quali sono le alternative (prestito ponte – aumento di capitale), oltre alle cessioni, per sbloccare la situazione?

“Purtroppo è una crisi generale, non riguarda solo la Lazio. Le uniche società che possono acquistare in questo momento sono alcune tra quelle inglesi e il Paris Saint-Germain. Tutto il resto è fermo o quasi e la Lazio non fa eccezione. È un cane che si morde la coda perché purtroppo tutti hanno dichiarato “possiamo comprare solo dopo che abbiamo venduto”. Se nessuno compra per primo questa è una catena che non si sbloccherà mai. Io non so quali possono essere le soluzioni per la Lazio, tutto sommato mi sembra che abbia una squadra attrezzata. Non credo sia difficile per la Lazio e per un uomo come Lotito che sicuramente ha una solidità economica non indifferente, trovare un prestito ponte così come lo ha trovato l’Inter. Conoscendo Lotito sono certo che non ama i prestiti, però qualche volta si è costretti a fare anche ciò che non piace"

La vendita di Lukaku, che rappresenta l’unica vera cessione importante di questo calciomercato, pensa che possa generare un effetto domino che coinvolga anche la Lazio e Correa?

"Sì, se l’Inter chiaramente non opta per Zapata perché a mio avviso per sostituire Lukaku è più adatto Zapata. Però dipende molto da Inzaghi e da Marotta e Ausilio. È chiaro che se dovesse esserci questo acquisto, le economie della Lazio si muoverebbero e a quel punto può perfezionare la campagna acquisti"

Quante probabilità ci sono di veder giocare Correa prossimamente in Premier League piuttosto che all’Inter?

"Io onestamente credo che per la Premier League muoversi sia abbastanza presto. Solitamente quando vogliono qualcuno si muovono con decisione come abbiamo già visto in altri casi. Quando non si muovono velocemente è un brutto segno. Perciò non so quanto, obiettivamente, Correa possa interessare ai club di Premier League. Me lo auguro per la Lazio e per Correa ma per adesso i segnali non sono certo positivi"

Riguardo al mercato fatto fino a ora dalla Lazio quali potrebbero essere i giocatori più utili per il gioco di Sarri?

"Ho sempre detto a Tare che a mio avviso dovrebbe assumermi per le pubbliche relazioni. Io sono un suo grande ammiratore e fautore. Dare consigli a Igli Tare per me è estremamente difficile nel senso che lui conosce molto bene il suo lavoro e per questo non me la sento di dargli consigli. Posso capire più o meno quali sono i ruoli anche se poi lui, in questo è anche uno dei più bravi nel mercato, è una persona che sa tenere i segreti cosa che nel calcio è una virtù a mio avviso"

…Invece quali sono a oggi, i ruoli ancora da coprire nell’undici titolare?

"Bisognerebbe capire che modulo intende adottare Sarri, se quello suo tradizionale o ha intenzione di cambiare modulo. In virtù del fatto che ha dei giocatori che nel suo modo poco si adattano. Il fatto che non siano stati ceduti e che non siano stati messi nemmeno sul mercato, tipo Lazzari, mi fa pensare che Sarri da uomo intelligente qual è abbia pensato che forse con gli uomini che ha a disposizione debba cambiare qualche cosa nella disposizione in campo della sua squadra. Che sia lui a doversi adattare, una cosa abbastanza normale in tempi come questi. Sono tempi difficili in cui i giocatori e gli stessi allenatori devono fare un po’ buon viso a cattivo gioco, dato che qua come diceva Totò “non c’è ‘na lira”.

Pubblicato il 16/08