Ferrante: "La Lazio attrae anche chi non la tifa. Immobile meglio di Belotti..."

La redazione de Lalaziosiamonoi.it ha intervistato in esclusiva l'ex attaccante e bandiera del Torino Marco Ferrante: le sue parole
30.10.2019 09:00 di Alessandro Vittori Twitter:    Vedi letture
Fonte: Alessandro Vittori - Lalaziosiamonoi.it
Ferrante: "La Lazio attrae anche chi non la tifa. Immobile meglio di Belotti..."

Nemmeno il tempo di gustare la vittoria con la Fiorentina, che la Lazio è attesa dalla partita contro il Torino. Turno infrasettimanale che mette in palio punti pesanti per la corsa Champions dei biancocelesti, mentre sull'altra sponda Mazzarri rischia addirittura l'esonero. Per approfondire i discorsi intorno a questa partita la redazione de Lalaziosiamonoi.it ha intervistato in esclusiva Marco Ferrante, ex attaccante e bandiera granata.

Che partità sarà secondo lei Lazio - Torino?

"La Lazio è in salute, il Torino un po’ meno. Sarà una partita bella anche se i granata hanno una situazione un po’ precaria per quanto riguarda la fiducia di Cairo verso Mazzarri. Per questo penso che i giocatori daranno qualcosa in più per far sì che non si concretizzi un epilogo poco piacevole. Poi se il Torino ha l’ambizione di raggiungere l’Europa non può più perdere punti e la Lazio idem. Sarà una bella partita da vedere".

Ha parlato di Mazzarri in difficoltà, Inzaghi invece si è rialzato a Firenze?

"Inzaghi in questi anni a Roma ha dimostrato di aver fatto un lavoro eccezionale. Domenica ha ottenuto un risultato importante e adesso è importante dare continuità ai risultati. La Lazio ha una situazione di classifica diversa dal Torino e ha giocatori sulla carta più importanti. Quest’anno sicuramente non soffrirà per raggiungere l’Europa League e mi auguro che possa addirittura raggiungere la Champions, anche se non sarà facile. Rimarrà un solo posto libero con Juventus, Napoli e Inter che sono una spanna sopra rispetto a tutti gli altri. L'ultima posizione se la giocheranno diverse squadre e la Lazio è una di queste. Il Torino però non regalerà niente, essendo in una posizione precaria di classifica che reputo né carne né pesce. Deve iniziare a mettere il fieno in cascina".

Sarà anche la partita di Immobile contro Belotti...

"Oggi i numeri dicono che Immobile è più in salute di Belotti. Però in queste partite quando ci si aspetta che segni Tizio o Caio alla fine la partita la risolve Sempronio, e tra la difesa e centrocampo con le palle inattive tutto può succedere. Spero che non finisca in pareggio perché sarebbe un risultato negativo per entrambe le squadre. Il cuore mi dice che avrà la meglio il Torino ma so che é abbastanza difficile venire a Roma e vincere. Quindi vinca il migliore!".

Tra Immobile e Belotti chi sceglierebbe?

"Immobile e Belotti vanno quasi sempre in gol e per questo li farei giocare entrambi, però poi la coperta diventerebbe sempre corta. Mancini in Nazionale per esempio ha un assetto tattico ben preciso e penso che adotterà questo modulo fino alla fine del girone, poi quando arriveranno le competizioni vere tirerà una linea anche guardando lo stato di forma dei due".

Immobile è un vero cecchino, come lo è stato anche al Torino...

"Immobile ha fame di gol e ti fa male sempre. Anche da giovane ha sempre visto la porta. Oggi è facile dire che era una promessa perché fa gol in continuazione anno dopo anno. Rispecchia l’attaccante ideale di un grande club come la Lazio. Tranne in alcune circostanze in cui si assenta per 4-5 partite, fa gol quasi sempre e si crea le occasioni anche da solo. Chapeau a lui e alla Lazio che può godere di un giocatore di questo spessore"

La Lazio sfrutta poco, eccetto Immobile, le tantissime occasioni che produce. Perché secondo lei?

"Se produci tanto alla lunga segneranno anche i giocatori che sulla carta non sono dei bomber. Se il terminale ultimo è Immobile bisogna sperare che il meccanismo non si inceppi, perché in quel caso gli altri devono tirarsi su le maniche e pedalare. Per il bene della Lazio spero che comincino a segnare anche gli altri, altrimenti, toccando ferro, se dovesse venire anche solo un raffreddore a Immobile sarebbero problemi. Penso che un certo tipo di lavoro Inzaghi lo debba portare avanti in settimana. Correa e Caicedo sono giocatori di qualità ma vedono poco la porta, quindi devono avere solo un po’ più di convinzione quando arriva l’occasione".

Che sta succedendo invece al Torino?

"Secondo me bisogna fare il paragone con l’anno scorso. La forza del Torino, a prescindere da Belotti che è stato sempre stratosferico, era la difesa mentre quest’anno prende quasi sempre gol. A differenza dell’anno scorso che era una delle migliori grazie a Sirigu e Nkoulou, quest’anno ci sono stati un po’ di malumori durante il calciomercato perché si pensava che Nkoulou dovesse andare alla Roma, invece poi è rimasto. Mi auguro che si tratti solo di un discorso di testa, che la difesa si ricompatti e l’attacco non sia affidato solo a Belotti, come Immobile alla Lazio. Anche al Torino ci sono giocatori importanti che vedono poco la porta, ma spero sia un discorso momentaneo"

Si aspettava che Inzaghi raggiungesse subito un livello così alto da allenatore?

"Sono amico di Inzaghi, abbiamo fatto insieme diverse vacanze. Avendo meno qualità tecniche del fratello Pippo ed essendo meno bomber, anche se di gol ne ha fatti parecchi, ha sempre avuto in testa il calcio. Su Inzaghi allenatore però non ci credevo tanto, ma questo é il bello del calcio, dove la costanza la fà da padrona. Se uno studia e si aggiorna costantemente riuscendo a sopravvivere in piazze importanti come la Lazio, con presidenti un po’ sanguigni come Lotito, penso sia un grande allenatore. Non dico che sia pronto per fare il salto di qualità in un club importante perché già reputo la Lazio un club importantissimo e mi auguro possa rimanere a lungo".

Lei è nativo di Velletri e ha sempre parlato bene della Lazio. Era un tifoso biancoceleste da bambino?

"Da bambino non tifavo ne Lazio nè Roma. Sono cresciuto con il Napoli di Maradona e nel mio cuore è rimasta quella squadra, di cui sono simpatizzante. Il mio cuore oggi tende molto dalla parte granata, avendo giocato molti anni e fatto molti gol nel Torino. Sono però simpatizzante di altre squadre passionali come la Lazio, che non parte mai con i favori del pronostico e che rispetto a squadre più blasonate deve sempre arrancare per raggiungere un obiettivo importante e quasi sempre ci riesce. Perciò anche chi non è tifoso della Lazio è attratto e diventa un suo simpatizzante perché ha una bella tifoseria passionale. Chaupeau a queste società, con la speranza che possa raggiungere traguardi sempre più importanti".

Oggi lei è il direttore generale dell'FC Messina, che esperienza sta vivendo?

"A Messina è un’esperienza importante, con un presidente tra l’altro tifoso del Torino. Difficoltà oggettive perchè siamo nell’anno zero, siamo arrivati e il Messina era una scatola vuota ma con una squadra importante sotto il profilo tecnico, forse poco improntata per il girone in cui giochiamo (siciliano, calabrese e napoletano). Ma tutto sommato penso che i play off li raggiungeremo con l’obiettivo in due anni di approdare in Serie B. Abbiamo la possibilità di poter operare in tranquillità e serenità per poter ottenere un lavoro importante".

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