Francesco Colonnese: "Il calcio: la parte più bella della mia vita"

01.04.2009 19:16 di Giulia Costantini  articolo letto 4746 volte
Fonte: Costantini
Francesco Colonnese: "Il calcio: la parte più bella della mia vita"

Un difensore di quelli che si vedono sempre più raramente: un mastino dal un gioco roccioso, uno che non molla mai insomma. Questo è stato Francesco Colonnese, dai più detto 'Ciccio'. Giocò nella Lazio, e ancor prima nell'Inter al fianco di grandi campioni dove ha assaporato il gusto di superbe vittorie. Ciccio è uno dal cuore grande a cui le sfide sono sempre piaciute e dopo aver vissuto la parabola discendente del dopo Cragnotti e le difficoltà economiche della Lazio dal 2000 al 2004, nella torrida estate che consegnò la Lazio a Claudio Lotito, lasciò la maglia biancoceleste per tuffarsi nell'avventura senese.  Un doppio ex dunque di Lazio e Siena a cui la redazione de Lalaziosiamonoi.it ha voluto far visita alla vigilia di una sfida eccitante dalla doppia emozione. Siena-Lazio per Colonnese infatti è un crocevia di emozioni tutte da raccontare, contese tra la passione della gente toscana e l'affetto del popolo laziale, a cui Ciccio è rimasto particolarmente legato.
Un simpatico aneddoto che voglio citare fu quello che si realizzò il 2 Ottobre del 2005 con il tre a due del Siena sulla Roma, in quell’occasione segnarono tutti e tre gli ex laziali che militavano nel Siena: Chiesa, Negro ed appunto Francesco Colonnese.

Che ricordi le ha lasciato in particolare la sua carriera da calciatore?
“La mia carriera nel calcio è iniziata cosi: giocava a calcio la mia famiglia, mio fratello giocava a Potenza e mio padre era presidente di una squadra dilettantistica; è stato lui a trasmetterci questa passione per il calcio ed ho iniziato a giocare in un paesino vicino Potenza nel settore giovanile, successivamente sono passato nel Potenza ed ho fatto tutta la trafila del settore giovanile professionistico.
Il calcio è stato la parte più bella della mia vita, perché mi ha insegnato tanto, sia dal punto di vista professionale che dal punto di vista di vita vissuta, perché andare via di casa a diciassette anni e tornare quando ormai sei grande, sicuramente ha inciso sul carattere e sulla maturità. Da subito, già nelle giovanili, gli allenatori mi hanno fatto giocare come difensore, inizialmente da libero, poi come difensore centrale.”

Che ricordi ha della sua Lazio?
“La Lazio è una squadra di campioni. Per me giocare con tutti questi grandi giocatori negli anni più belli di una Lazio che veniva dalla vittoria dello scudetto ed appena arrivato la vittoria della Super Coppa Italiana contro l’Inter, è stato un momento molto bello per quanto riguarda i primi due anni, perché secondo me si trattava della Lazio più bella di tutta la sua storia: C’era grande entusiasmo, grande trasporto da parte del pubblico. Gli ultimi due anni sono stati difficili per la brutta esperienza della società dell’era Cragnotti, ed il successivo passaggio alla gestione Lotito.”

Un aneddoto in particolare?
“Un aneddoto in particolare non c’è. Era un gruppo fantastico, andavamo molto d’accordo.
Li ricordo tutti, sono in contatto con la maggior parte di loro: Mihajlovic, Inzaghi, Couto, Simeone, Peruzzi Marchegiani , Pancaro. Abbiamo tutti un ottimo rapporto anche perché abbiamo vissuto quattro anni insieme, che non sono pochi. Ho dei bei ricordi di Roma, perché è una bella città. Giocare nella Lazio per un giocatore deve essere gratificante, lo è stato per me e lo deve essere per tutti quanti coloro i quali indossano questa maglia, perché c’è tanta passione da parte della gente e bisogna rispettare questa passione.”

Come è stata accolta nel Siena?
“Sono passato dall’esperienza con una grande squadra come la Lazio, da una grande metropoli ad una realtà più piccola. Come ho sempre detto, per un calciatore, la città ideale, sia per iniziare la carriera che per finirla, è Siena, perché c’è una pressione giusta per il calcio, si vive in una realtà bellissima, Siena è una città splendida ed in più è una società importante, perché è sponsorizzata dalla banca che ti dà sicurezza e certezza. Sono stati degli anni molto belli che hanno coinciso con due salvezze importanti, quindi ho dei bellissimi ricordi anche a Siena.”

Come vede la Lazio di oggi?
“E’ una Lazio un po’ strana, una Lazio che ha degli alti e dei bassi; bisognerebbe vivere la realtà da vicino, perché, secondo me, è una squadra che ha tanta qualità, però non riesce ad avere una continuità importante. Non so spiegarmelo, forse non se lo sa spiegare neanche l’attuale allenatore: è una Lazio che riesce a fare delle partite importanti con grandi squadre e poi non riesce ad avere gli stessi risultati con squadre sicuramente inferiori. la Lazio si trova in una posizione di classifica molto più difficile, quarantuno punti potevano essere qualcosa in più. E’ una squadra che ha la possibilità di raggiungere la Uefa tranquillamente e perché no poteva lottare per la Champions.
Il Siena, invece, è una squadra che ha avuto dei risultati buoni, una classifica buona, ma non ancora tranquilla: è a metà tra la salvezza sicura e l’ essere risucchiata. Bisogna che stia molto attenta, perché trentuno punti non sono tantissimi, anche se ha un ottimo vantaggio sulle squadre che sono al di sotto. E’ una squadra molto organizzata, giocano un calcio con un allenatore molto preparato, infatti Giampaolo sicuramente mette bene le squadre in campo. Il Siena è una squadra tosta che concede poco, quindi sarà una partita molto aperta per entrambe le squadre.”

Una chicca sulla Coppa Italia?
“Vedo la Lazio avvantaggiata perché 2-1 è un bel risultato. In casa la Juventus deve per forza vincere e la Lazio può sfruttare il suo contropiede, dovrà giocarsela. Dipenderà da come la Juventus giocherà in quel momento: vedere se punterà più sulla Coppa Italia o sul Campionato. Giocheranno tra tre settimane, non è nel breve quindi la Juventus può avere ancora qualche speranza per il campionato, ciò potrebbe essere importante per la Lazio, perché avrebbe un vantaggio dal punto di vista della concentrazione, se invece la Juventus è fuori dal campionato, la Lazio potrebbe incontrare delle difficoltà, perché la Juventus punterebbe, come ultimo obbiettivo, la Coppa Italia..”

Un suo giudizio sui difensori laziali?
“E’ difficile giudicare i compagni e gli ex compagni. Il reparto difensivo della Lazio negli anni di Delio Rossi era sempre molto solido anche se ultimamente questa solidità è venuta meno. I gol presi nelle ultime partite sono un po’ assurdi. Non si può paragonare la Lazio attuale alla mia Lazio, perché i campioni che aveva in difesa una volta adesso non ci sono più, ma nessuno si deve offendere: è la realtà dei fatti. Da questo punto di vista sicuramente è inferiore alla Lazio di Stam, di Mihajlovic, di Nesta, di Couto…
Però è un reparto che può fare bene, dipende sempre dal gruppo, da come viene messo in campo: se la Lazio si allunga è una squadra che, non avendo molti difensori centrali veloci, può soffrire un po’ la velocità degli avversari.”

Quale è il futuro di Delio Rossi?
“Gli allenatori, dopo un po’ di anni, di solito, forse anche mentalmente, non hanno più il polso di tutta la situazione, non sentono più intorno la fiducia dell’ambiente; normalmente in tutte le grandi famiglie si può rompere qualcosa nel rapporto. E’ sicuramente un allenatore che ha fatto tanto bene, ha delle ottime idee e se non sta riuscendo a dimostrarle in questo momento forse è dovuto al fatto che manca la fiducia, manca il rispetto e s’incrina qualcosa. Se dovesse trovare una soluzione più importante, io penso che sia giusto che vada a dimostrare, di essere bravo, oppure che s’incontri con il presidente e chiarisca bene tutte queste piccole incomprensioni che si sono avute sino ad oggi.”

Come vede il match Siena-Lazio?
“Una bella partita, mi piacerà vederla, la seguirò, perché è una partita aperta, due squadre in lotta su un qualcosa di importante; forse il Siena può anche accontentarsi di un pari per la sua classifica, invece la Lazio deve cercare di vincere, deve cercare di agganciare la zona Uefa.”

Oltre ad essere un opinionista sportivo, di cosa si occupa nella vita?
“Sto facendo questa cosa a Mediaset che mi sta piacendo molto, quindi tutte le settimane, dal punto di vista professionale, sto dando tanto, perché vedi il calcio stando a contatto con altre persone: è importante confrontarsi con ha un’esperienza sicuramente maggiore della tua. In seguitomi piacerebbe intraprendere la strada da allenatore: sto facendo il corso a Coverciano con la speranza, per l’anno prossimo di andare a lavorare sul campo.”

In particolare quale squadra le piacerebbe allenare?
“Non lo so, non ne ho idea, mi piacerebbe lavorare sul campo: chi ha tanta passione per il calcio non ha preferenze. Io amo tanto il calcio, ho smesso presto, come dicono tutti, a trentatre anni, perché forse, dal punto di vista dell’entusiasmo, quando hai avuto la fortuna di giocare in tantissime e bellissime piazze andare in piazze dove non ritieni ci sia la professionalità,preferisci lasciare. Adesso con la stessa passione vorrei ritornare a fare qualcosa di diverso sul campo, collaborare con qualcuno per andare a vedere qualche giocatore, insomma a fare un lavoro più specializzato.”

Continuerà a seguire la Lazio?
“La seguo sempre, l’ho fatto anche quest’anno per mediaset. E’ rimasta sempre la simpatia per le squadre con cui ho giocato. Diventa difficile essere tifosi delle squadre, comunque ci rimani sempre legato e le segui con tantissimo affetto.”