Lazio Scherma, il pres. Castrucci: "Senza il Palariccia rischiamo di chiudere"

Il presidente della Lazio Scherma ci ha spiegato come sia importante per la sezione della Polisportiva, potersi allenare nella struttura adibita
23.08.2020 14:00 di Lalaziosiamonoi Redazione   Vedi letture
Fonte: Tommaso Marsili
Lazio Scherma, il pres. Castrucci: "Senza il Palariccia rischiamo di chiudere"

La scherma è una delle sezioni più longeve e vincenti della Polisportiva S.S. Lazio. Dal 1997 la casa degli schermitori biancocelesti è il Palariccia, struttura situata ai castelli romani. Ultimamente la società sta avendo dei problemi con il comune per poter usufruire del palazzetto. Il presidente Mario Castrucci è intervenuto ai nostri microfoni per spiegare la situazione.

LA LAZIO SCHERMA MERITA ALTRO - "La Lazio Scherma esiste dal 1921, ha avuto location straordinarie, presidenti illustri, campioni esemplari ed un palmares senza eguali sia a livello nazionale che internazionale. Una società con una storia del genere merita altro. Se l'impianto sta in piedi è grazie a noi: prima del nostro arrivo era in disuso dopo essere stato un palaghiaccio. Abbiamo procurato al Comune di Ariccia, tramite la fondazione presieduta da Emanuele Francesco Maria Emanuele (presidente onorario della lazio Scherma, ndr), €830.000 per ristrutturare l'intero Palariccia perchè pericolante. I lavori sarebbero dovuti finire il 30 luglio. Così non è stato e la settimana scorsa il Comune ci ha comunicato che il tutto finirà il 10 ottobre, ma non potremo entrare dentro l'impianto finché i Vigili Urbani non giudicheranno la palestra agibile. Il 1 settembre dovrebbe iniziare l'attività, ma non abbiamo un posto dove poterci allenare. Ci sono ragazzi che sono nelle squadre militari (ben 12 atleti) che hanno delle competizioni importanti da preparare (tra cui le qualificazioni ai giochi olimpici di Tokyo), ma non lo potranno fare. Non sappiamo che fine faremo. Stiamo cercando un posto alternativo. Ultimamente ci stiamo allenando all'aperto, in un centro sportivo a poche centinaia di metri da noi". 

RISCHIO CHIUSURA - "Abbiamo, nelle nostre fila, circa 200 tesserati di cui 10 disabili mentali, 2 affetti da sordomutismo e 2 con la sindrome di Down. Inoltre ci sono circa 30 ragazzi con le famiglie in disagiate condizioni economiche, figli di immigrati che fanno fatica a sostenere le spese dell'attività (il materiale tecnico costa all'incirca €700 ed anche le trasferte costano). A loro pensiamo ci pensiamo noi in tutto grazie anche alla Fondazione Terzo Pilastro Internazionale che ci finanzia una parte delle spese necessarie. Noi chiediamo semplicemente di entrare dentro l'impianto il 1 settembre come ogni anno. C'è un contratto da rispettare. C'era un accordo prima che iniziassero i lavori: mentre venivano effettuate le migliorie (con una spesa introno a €1,3 mln), noi ci saremmo potuti allenare. Sia il sindaco di allora, che il costruttore ci diedero il loro benestare. Noi non siamo d'intralcio, stanno semplicemente oscurando i vetri per il sole e mettendo l'impianto fotovoltaico. Pericoli d'incolumità? No, non esistono pericoli. Non ci sono ponteggi o strutture pericolanti e gli operai smettono alle 16:00. Così noi rischiamo la chiusura e la perdita dei nostri campioni. Non siamo soli ad occupare il palazzetto: anche altre discipline si allenano al Palariccia".