Lazio, Valeri: "Sarri chiese Cataldi a Empoli. Può arrivare al livello di Jorginho”

15.11.2021 07:24 di Lalaziosiamonoi Redazione   vedi letture
Fonte: Ludovica Lamboglia - Lalaziosiamonoi.it
Lazio, Valeri: "Sarri chiese Cataldi a Empoli. Può arrivare al livello di Jorginho”

“Che anno è, che giorno è? Questo è il tempo…” di Danilo Cataldi. Con l’arrivo del tecnico Maurizio Sarri alla Lazio, il centrocampista biancoceleste sta vivendo un periodo con i fiocchi scavalcando persino le gerarchie nella cabina di regia. Finito dietro le spalle di Escalante adesso ha agguantato la titolarità superando anche Lucas Leiva per poi infine, arrivare alla convocazione in Nazionale. Il classe '94 romano si sta rivelando un vero e proprio punto di riferimento del centrocampo di Sarri. A parlare di questo suo periodo indimenticabile è Marco Valeri ex allenatore di Danilo quando militava nel Settore Giovanile della Lazio. Queste le sue parole rilasciate in esclusiva ai nostri microfoni: “L’alto rendimento di Danilo è legato sicuramente all’avvento di Sarri alla Lazio. Il suo gioco è molto veloce ed intenso e questo rispecchia le caratteristiche di Cataldi. Ha una capacità di giocare con una visione periferica molto ampia e riesce a fare delle giocate a 360 gradi. La continuità è la sua arma migliore perché quando scende in campo gioca sempre con costanza. Ha dato equilibrio a centrocampo e questo permette di far giocare sia Milinkovic e Luis Alberto in contemporanea. Bisogna ringraziare Lucas Leiva perché Cataldi si sta alternando molto con lui quindi riesce a crescere senza troppe pressioni e sta imparando a fare la fase difensiva molto bene”.

Quali sono gli aspetti in cui Danilo è cresciuto molto rispetto a quando militava nelle giovanili?

“E’ diventato molto intelligente anche sotto il punto di vista dello spendere i falli da ammonizioni. Anche contro la Salernitana ha preso un giallo al decimo minuto del primo tempo perché, su un errore di un passaggio del compagno, la squadra avversaria era ripartita e lui ha interrotto l’azione. Su questo ha fatto molta esperienza anche grazie a un maestro davanti come Lucas Leiva. Pulisce tanti palloni sporchi quindi riesce a mettere le palle vaganti a terra e a giocare pulito. E’ rapido sulle seconde palle e poi sulla percentuale di passaggi riusciti è impressionante perché arriva a toccare sempre il 90% dei palloni. Con Sarri si è rivisto il Cataldi di Pioli perché i due allenatori giocano molto con intensità e con il gioco veloce e questo si avvicina alle sue caratteristiche che permettono di mettere in difficoltà gli avversari”.

Quale sarebbe la chiave che Danilo mette in campo e che permette di far coesistere a centrocampo Luis Alberto e Milinkovic?

“Soprattutto è la fase difensiva nella quale Cataldi è molto cresciuto. E’ diventato un play dinamico che non sta mai fermo, gli avversari adesso lo cominciano a marcare anche a uomo come con Ribery. Ha avuto anche una crescita sotto il punto di vista fisico ed è in una buona condizione. Questo permette a lui di gestire la pressione avversaria e di contenerla non facendo avvicinarli al pallone scaricandolo ai suoi compagni. Questo gli garantisce anche di non perdere mai la palla e di smarcarsi bene. La squadra così, con queste sue caratteristiche gioca più con palla a terra”.

Danilo Cataldi può favorire l’attacco alla profondità di Ciro Immobile?

“Sicuramente, lo ha dimostrato nelle ultime partite. Danilo le verticalizzazioni in profondità dove ti mette in porta nell’uno contro uno con il portiere l’ha sempre fatte. Lo faceva anche a livello giovanile. Con il gioco di Sarri lo riesce a fare ancora meglio perché si va talmente veloce che la sua pensata riesce a mettere in porta Immobile. Una squadra come l’Atalanta che è fortissima nell’accorciare e dominare il centrocampo quando si è trovata giocatori come Danilo e Immobile si è allungata un po’. La verticalizzazione di Cataldi manda Ciro in porta e favorisce l’uno contro uno. Per caratteristiche Leiva non riesce a fare questo tipo di giocata ma Cataldi avendo questo tipo di piede riesce a farlo”.

Sulla convocazione in Nazionale…

“Penso che la convocazione da parte di Roberto Mancini sia meritatissima, lui sta facendo benissimo. E’ capitato anche nel momento in cui a centrocampo non si stava molto bene a livello di infortunio e questo sicuramente ha favorito la sua convocazione. Non credo che Danilo possa partire dal primo minuto perché sicuramente vedremo Locatelli, Jorginho e Barella pronti. Il numero 32 può fare molta esperienza perché vedere la Nazionale in partite così importanti ti aiuta a vedere anche in allenamento e in partita un campione come Jorginho. Per lui può essere un punto di riferimento per potersi migliorare, anche lui è un prodotto di Sarri e quindi potrebbe essere quell’obiettivo ideale per Cataldi. Arrivare al suo livello sarebbe il massimo".

In Nazionale Danilo Cataldi potrebbe aiutare Ciro Immobile? Potrebbe essere un’arma in più per favorire il rendimento del centravanti della Lazio?

“Sicuramente per Immobile avere a centrocampo un giocatore come Cataldi sarebbe l’ideale perché si allenano quotidianamente insieme e con cui Ciro gioca 50-60 partite l’anno. Basta un cenno e lui può cercare la profondità e Danilo magari lo riesce a mettere davanti al portiere. Sarebbe un’arma in più per l'Italia dove Immobile sta giocando da centravanti classico che viene incontro e scarica la palla. Con Danilo invece potrebbe anche cercare l’attacco in profondità. Ci auguriamo che questa sia un’ulteriore possibilità di far giocare Cataldi e per Immobile di fare quello che fa quotidianamente con la Lazio”.

Danilo Cataldi era già finito nel mirino di Sarri ai tempi dell’Empoli…

“Quando Sarri allenava l’Empoli - riferendomi alla stagione 2014-2015 – il mister aveva chiesto proprio Danilo come anche il presidente Corsi che è innamorato di lui. Il club toscano lo aveva nel mirino e soprattutto Sarri. Essendo un laziale dentro fino al midollo ha preferito rimanere nella squadra del suo cuore. Dopo l’esperienza al Genoa e al Benevento è rientrato e questo gli ha fatto sicuramente bene tanto che oggi ci ritroviamo con la sua convocazione in Nazionale. Tutto quello che è accaduto è servito come da crescita professionale. Spero che con questo suo periodo, con un Cataldi maturo e una squadra che punta su di lui, possa avere tutte le soddisfazioni che non si è riuscito a togliere precedentemente per il suo valore potenziale”.

Sulla profezia di Klose…

“Penso che Danilo comunque è un giocatore molto forte perché quando hai stima da gente come Ventura, Mancini che lo hanno convocato in Nazionale e come Sarri e Pioli che sono quattro grandissimi allenatori c’è poco da dire. Poi giocatori come Ledesma, Klose e Immobile che dicono che è un grandissimo calciatore vuol dire che quello che aveva predetto l'attaccante tedesco si potrebbe realizzare. Magari non a quelle cifre. E quando te lo dice uno come Klose che è stato un cannoniere eccezionale sia per la Germania ma anche a livello mondiale, questo è un complimento bellissimo e soprattutto un dettaglio che tutti gli allenatori dovrebbero prendere in considerazione”.

Quanto condiziona la famiglia di Danilo sul suo stato emotivo quando deve affrontare una partita?

“Cataldi scende in campo tranquillo, anche quando era più piccolo perché ha una grande famiglia dietro che gli dà stabilità e anche sua moglie. Lei era emozionatissima per la convocazione di Danilo e poi con la nascita del figlio ha avuto un’ulteriore crescita di maturazione. Quando hai chi ti sta intorno tutto il giorno vivi tranquillo”.

Pubblicato il 14/11 alle ore 16