Lazio, senatori stanchi e big svogliati: la strana domenica di Inzaghi

Tra scelte discutibili e calciatori sottotono, la Lazio cade sul campo della Spal dopo aver dominato per oltre un'ora senza raccogliere quanto seminato...
16.09.2019 08:45 di Antoniomaria Pietoso Twitter:    Vedi letture
Fonte: Antoniomaria Pietoso - Lalaziosiamonoi.it
Lazio, senatori stanchi e big svogliati: la strana domenica di Inzaghi

RASSEGNA STAMPA - Un suicidio in piena regola quello compiuto ieri dalla Lazio sul campo della Spal. Per oltre un'ora i capitolini hanno avuto in mano il pallino del gioco, ma si sono limitati al rigore di Immobile senza incrementare il vantaggio. I padroni di casa rimasti in vita hanno saputo cambiare marcia al momento giusto riuscendo a strappare addirittura i tre punti. Tanti i problemi emersi per Simone Inzaghi che ha pagato sia le scelte iniziali (Patric titolare, Correa e Milinkovic in panchina, ndr), sia i cambi affrettati e poco lucidi. Il mister piacentino ha fatto mea culpa nel post partita, ma purtroppo la Lazio sembra ricadere ciclicamente negli stessi errori. Non solo, come sottolinea la consueta rassegna stampa di Radiosei, ieri ha visto amplificati tutti i propri limiti. Il caldo e l'umidità hanno tolto lucidità ed energie ai senatori della squadra. Lulic, Radu, Parolo e Acerbi sono sembrati svuotati e stanchi in tutta la seconda parte della gara. Non sono andati meglio i giovani richiamati dalla panchina. Vavro è sembrato ancora troppo timido e ha pagato l'emozione. Discorso a parte meritano Correa e Milinkovic che, dopo le gare con le nazionali, sono stati esclusi per preservare le energie. L'argentino e il serbo sono entrati senza mordente e senza cattiveria. Inzaghi sperava che i due potessero dare spinta e motivazioni alla squadra, cosa che non è avvenuta. Un atteggiamento non tollerabile. La poca cattiveria sotto porta, poi, è un tormentone delle aquile che creano tantissimo ma in troppe gare non finalizzano quanto potrebbero per la troppa superficialità nelle scelte. Tanti errori costanti che la Lazio non si riesce a scrollare di dosso. Questo sarebbe dovuto essere l'anno zero, quello con un clima e un'attitufine diversa, ma Lulic e compagni non sembrano poi così cambiati. 

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