Serie A, il dossier stadi presentato dalla Lega (e ignorato da Spadafora)

Un piano rivoluzionario sull'impiantistica è stato presentato dalla Lega e dal suo presidente Dal Pino, ma Spadafora glissa.
21.05.2020 09:30 di Elena Bravetti Twitter:    Vedi letture
Fonte: Lalaziosiamonoi.it
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Serie A, il dossier stadi presentato dalla Lega (e ignorato da Spadafora)

Cinque pagine di testo, seguite da tabelle e infografiche. L'aveva presentata il presidente Dal Pino in teleconferenza con il ministro dello Sport due settimane fa ma, considerata l'urgenza di discutere la ripresa del campionato, non è stata presa in considerazione. Eppure in quel fascicolo, riporta la rassegna stampa di Radiosei, potrebbe essere racchiusa la via d'uscita per evitare che il calcio vada in bancarotta. Quei fogli corrisponderebbero, infatti, a circa 2,5 miliardi di euro, racchiusi in quattro punti di una rivoluzionaria legge sugli stadi. Il testo è diviso in due parti: la prima dedicata ai nuovi impianti, la seconda al restyling di quelli esistenti. Quattro i concetti chiave della nuova legge: negoziare liberamente, analisi costi benefici, codice Beni culturali e organi utili. I presidenti, dunque, chiederebbero la possibilità di procedere all'affidamento diretto dei lavori, dando alle società il diritto di trattare in prima persona. L'obiettivo è ovviamente quello di snellire le procedure, ridurre i passaggi, puntando a trasferire liberamente la proprietà delle aree pubbliche destinate alla realizzazione degli impianti sportivi. 

RESTYLING - In tema restyling, il primo pensiero va al Franchi di Firenze, bloccato dalla Sovrintendenza per non abbattere le scale elicoidali delle curve, monumento architettonico fatiscente da anni. Ma il tema coinvolge altri club: Bologna, Parma, Sampdoria, Genoa e Brescia pensano di modernizzare i loro impianti, mentre l'Atalanta vorrebbe aggiungere aree commerciali. Il Cagliari ha già avuto il via libera e firmato un accordo con l'architetto Manica per costruire un nuovo stadio, con dentro anche l'hotel. Il dossier contiene un paragone tra sistema italiano e Inghilterra, Germania, Spagna e Francia. Il nostro Paese, ovviamente, è quello con più vincoli, più soggetti coinvolti, minor diffusione di impianti privati, ed è l'unica che prevede una normativa specifica sugli stadi. In Spagna, ad esempio, è tutto regolato da un Codice tecnico edilizio. 

SALVARE IL SALVABILE - Con la pandemia e la recessione, il calcio potrebbe perdere fino a sette miliardi di ricavi in due stagioni, tra mancati diritti tv, sponsorizzazioni e azzeramento degli spettatori. I progetti di nuovi stadi, ad esempio, a Milano, Roma, Firenze, Cagliari e Napoli, muoverebbero l'economica, darebbero lavoro e produrrebbero una spinta a tutto il sistema, rendendo il brand Serie A notevolmente più forte. Questa nuova legge rappresenterebbe un punto di svolta, per il momento riposta nel cassetto dal Governo. 

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