Immobile e le solite follie azzurre: Ciro è un patrimonio, i Laziali lo sanno

15.10.2020 18:39 di Marco Valerio Bava Twitter:    Vedi letture
Fonte: MarcoValerio Bava-Lalaziosiamonoi.it
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Immobile e le solite follie azzurre: Ciro è un patrimonio, i Laziali lo sanno

Ci risiamo. Immobile sbaglia un gol in Nazionale e la shit storm di media, appassionati d’azzurro e haters da social diventa talmente travolgente da far rizzare i capelli anche al più calmo e disinteressato dei tifosi di Ciro. O anche a un ex romanista come Alessandro Florenzi che esausto del gioco al massacro prende il microfono della Rai e difende l’amico e compagno di squadra. Partiamo da un presupposto che non può essere aggirato. L’Immobile della Lazio non è l’Immobile della Nazionale. Conosciamo Ciro da quasi cinque anni e abbiamo imparato a conoscerne movenze, linguaggio del corpo, modo di toccare il pallone, di calciarlo, di aggredirlo quasi quando c’è da far gol.

DIFFERENZE - L’Immobile della Lazio è una macchina praticamente perfetta, un fucile sempre carico che spara e centra il bersaglio con precisione disarmante, un cecchino d’area che non perde quasi mai l’occasione di far gol. L’Immobile laziale è tranquillo, sereno, tenta la giocata anche più complicata perché perfettamente a proprio agio nello spartito tattico e tecnico d’Inzaghi. L’Immobile d’Italia no, è tutto tranne che tranquillo. Ciro ci mette impegno, tenta di adattarsi a un gioco non suo, ci prova a far contento Mancini venendo incontro a cucire il gioco, a fare sponda, a fare la guerra con i centrali avversari, ma non è il suo calcio, non è il suo mondo. Mai una palla in profondità, mai un assist utile per attaccare lo spazio, un gioco anomalo per uno con determinate caratteristiche, abituato a essere servito da fenomeni come Luis Alberto e Milinkovic Savic. C’è poi l’aspetto mentale. Quello più importante. Immobile in Nazionale non si sente leader, come accade a Roma, non si sente sereno, messo costantemente in discussione dalla stampa, dall’ambiente e soprattutto da un ct che calpesta numeri ed evidenze preferendogli, spesso, Belotti e Caputo. Un esempio? Eccolo. Un giocatore come Immobile, che vive per il gol, poteva essere schierato dal primo minuto contro la Moldova, sarebbe stata un’occasione d’oro per farlo andare in rete e sbloccarlo mentalmente. Ma Mancini ha preferito dare il momento di gloria a Caputo (meritato, per carità), ma destinando Immobile a giocare poi una partita complicatissima a duello con due dei centrali più forti del mondo come De Vrij e Van Dijk. 

RECORD E GOL - Detto questo e detto che Immobile ha fatto più gol in nazionale di campioni come lo stesso Mancini, Giordano, Boninsegna, Pulici, Boniperti, Totti, Chinaglia e Signori, tanto per citarne alcuni, si rimane francamente sconcertati dal dover scrivere un editoriale per difendere un giocatore che comunque, nonostante le critiche, nelle ultime cinque da titolare in Nazionale ha siglato due gol e fornito tre assist. Ma soprattutto si rimane basiti dal dover alzare gli scudi a protezione della Scarpa d’oro europea, di uno da 36 gol nell’ultimo campionato, record di sempre nella storia del campionato di calcio. Un giocatore che ha vinto tre volte la classifica cannonieri in Italia come Platini, Meazza, Pulici, Pruzzo, Riva e Signori. Bastano questi nomi per capire in quale pantheon dei cannonieri sia Immobile, che livelli abbia ormai toccato Ciro. 126 gol in 181 partite con la Lazio sono comunque lì a dimostrarlo.

CARRO - Immobile, come ha detto Florenzi, è un patrimonio del calcio italiano, ma si sa che in Italia il campanilismo e i giochi di potere sono molto più forti della logica, dei numeri, dei fatti. Immobile ha la colpa di giocare nella Lazio, fosse stato l’attaccante della Juve, dell’Inter, del Milan, della Roma o del Torino (a proposito di giochi di potere) oggi avremmo editoriali pronti a esaltarlo, servizi sulle maggiori tv che ne metterebbero in luce le gesta, magari mettendo in discussione la gestione tecnica e tattica di Mancini. Immobile, però, è della Lazio e attaccarlo è facile e comodo. Sappiamo perché e sarebbe pedissequo ripeterlo. Cosa fare? Consigliare a Immobile di tapparsi le orecchie e continuare a fare ciò che gli riesce meglio. Gol. Quando poi il tempo, galantuomo per antonomasia, renderà giustizia a questo attaccante, solo i Laziali saranno ammessi sul carro di Re Ciro.