PAGELLE Genoa - Lazio: disastro generale, si salva il solito Ciro

28.07.2022 07:25 di Carlo Roscito Twitter:    vedi letture
Fonte: Carlo Roscito - Lalaziosiamonoi.it
PAGELLE Genoa - Lazio: disastro generale, si salva il solito Ciro

MAXIMIANO 5: Mezza parata e quattro gol subiti. Coda lo brucia due volte col destro e una col sinistro, non riesce nemmeno a toccare le sue conclusioni. Dal dischetto viene spiazzata. Un brutto pomeriggio.

Dal 58’ ADAMONIS 6,5: Corre pochi pericoli, il Genoa ne aveva già segnati quattro. Si fa trovare pronto su Sabelli e su Vogliacco.

LAZZARI 5,5: Quello dal piè più veloce, questione di fisico in questo momento della preparazione. Non si salva lo stesso, ha responsabilità soprattutto sul raddoppio di Coda che colpisce alle sue spalle.

Dal 46’ MARUSIC 5,5: Non spinge sulla fascia e dietro la situazione non migliora. Bani cicca il pallone della possibile quinta rete. Il reparto non è protetto dal centrocampo.

CASALE 5: Inizia con un passaggio in orizzontale che si trasforma presto nella prima chance per il Genoa. Soffre e neanche poco. Un paio di volte accorcia in colpevole ritardo (o non accorcia proprio).

Dal 46’ GILA 5,5: Nulla da segnalare, se non i continui scatti all’indietro per ripiegare sui lanci del Genoa che pescano sempre un avversario sulla corsa.

ROMAGNOLI 5,5: Movimenti di reparto da sincronizzare coi compagni, va in affanno come tutta la linea. Come Casale, sul primo di Coda, poteva ridurre lo spazio in area.

Dal 46’ KAMENOVIC 5: Sfortunato sul terzo di Coda, la palla gli passa sotto le gambe. Tocca col braccio il passaggio che diventa il 4-1 rossoblù. Voto generoso, per non infierire in un pomeriggio storto per tutti. 

HYSAJ 5: Se ne va sulla sinistra e perde un possesso sanguinoso, da quello scippo nasce il cross che sblocca la partita, purtroppo in favore degli avversari. Quest’anno servono meno distrazioni simili. Anzi, non servono.

Dal 46’ RADU 5,5: I lanci lunghi del Genoa vanno sempre a pescare lo spazio alle sue spalle.

MILINKOVIC 6: L’assist per l’1-1 è una perla in un match complicato: pesca il bomber in profondità tra calzoncini e calzini scuri, poi ci pensa Ciro a impreziosire il passaggio. Non brilla nemmeno lui.

Dal 46’ KIYINE 5,5: Ci si accorge del suo utilizzo quando viene sostituito dal giovane Bertini. La colpa è più del contesto generale.

Dal 72’ BERTINI 6: Si butta dentro, non la impatta bene col sinistro.

CATALDI 5: Va in difficoltà perché il Genoa pressa bene e i compagni non si fanno apprezzare altrettanto nei movimenti. Il reparto non riesce a filtrare i passaggi in verticale.

Dal 46’ MARCOS ANTONIO 5,5: Tanti palloni toccati, i suggerimenti quasi tutti a buon fine. La diga davanti alla difesa è però inesistente, le responsabilità sono da condividere.

BASIC 5: Il peggior Toma dell’estate. Ha convinto ad Auronzo, allenamenti e amichevoli. Con il Genoa è estraneo dal gioco, coinvolto pochissimo.

Dal 46’ LUIS ALBERTO 5,5: Più lamentele che altro. Bel filtrante per Bertini. Una punizione sballata come unica occasione personale.

FELIPE ANDERSON 5: A dir poco sotto tono. Spunti contati, non inquadra lo specchio col destro, con le sue qualità - al di là della prestazione - deve centrare la porta.

Dal 46’ ROMERO 5,5: Mette la solita verve, in partite del genere non può mai bastare.

IMMOBILE 6,5: La squadra non convince (eufemismo), trova comunque il modo per lasciare il segno: scivola come fosse un giocatore di curling, trasforma l’erba in ghiaccio e quando il pallone arriva nella posizione giusta infila il destro all’angolino. Oggi sono 6 anni di Lazio, come poteva festeggiarli se non con un gol?

Dal 46’ CANCELLIERI 5,5: La prima conclusione a 5 minuti dalla fine, peccato gli capiti sul destro.

ZACCAGNI 5: Primo tempo evanescente, ci si ricorda della sua presenza solo per un paio di falli subiti. Meglio nella ripresa, forse responsabilizzato dall’essere uno dei due confermati all’intervallo. Ma niente di che, eh.

Dal 58’ MORO 5,5: Chiamato in causa per mezzora, non cambia troppo la solfa.

ALL. SARRI 5: Primo test probante, le difficoltà emergono tutte insieme. Si sgola soprattutto nei primi 45 minuti invocando le distanze che sono ampissime e permettono ai giocatori del Genoa di fare i porci comodi tra le linee.