Di Vaio: "Alla Lazio il coronamento di un sogno. Addio? Se tornassi indietro..."

20.11.2021 09:15 di Elena Bravetti Twitter:    vedi letture
Fonte: Lalaziosiamonoi.it
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Di Vaio: "Alla Lazio il coronamento di un sogno. Addio? Se tornassi indietro..."

Alla Lazio ha trascorso dieci anni, tanto da arrivare a considerarla casa propria. La Juventus l'ha formato come professionista, consentendogli di fare gli step necessari per dare una svolta alla carriera. La sfida in programma oggi all'Olimpico non è decisamente una gara come le altre per Marco Di Vaio. L'ex attaccante è tornato indietro nel tempo, riporta la rassegna stampa di Radiosei, raccontando la soddisfazione di giocare con la maglia biancoceleste: "È stato il coronamento di un sogno. Sono cresciuto in una famiglia laziale. Mio padre mi portava allo stadio, eravamo tutti legatissimi a quei colori. Già giocare nelle giovanili biancocelesti era una forma di vanto per tutta la famiglia. Poi esordire in prima squadra è stato il massimo". E proprio sull'esordio con i "grandi" Di Vaio ha ricordato avvenne in Coppa Uefa, in Bulgaria. Poi arrivò quello in Coppa Italia, per il debutto in campionato ha dovuto attendere di più, circa un anno. 

ALLENATORI - Tra le persone da ringraziare c'è indubbiamente Zdenek Zeman, "che mi ha lanciato". Da non dimenticare, tuttavia, l'impronta di Caso. Di Vaio ha spiegato: "Alla Lazio sono stato fortunato. Negli ultimi tre anni ho lavorato con Mimmo Caso e Zeman, mi hanno aiutato tantissimo. Caso mi ha aperto un mondo diverso, portandomi a ragionale non più da giocatore delle giovanili, ma da semiprofessionista. Zeman mi ha fatto crescere sia dal punto di vista fisico che mentale". Nell'album dei ricordi, due episodi in particolare occupano un posto d'eccezione: l'esordio con gol in prima squadra e la vittoria dello scudetto Primavera.

RAMMARICO - Di Vaio si è espresso anche sui motivi dell'addio, spiegando che in una squadra che vantava giocatori del calibro di Signori, Boksic, Casiraghi, Rambaudi, la possibilità di giocare era complicatissima. Il piano era quello di tornare ancora più forte a distanza di sei mesi, purtroppo le cose andarono diversamente. "Se sono rammaricato? Assolutamente sì, la Lazio divenne la squadra più forte d'Europa". Infine, un retroscena relativo al passato recedente: "Ritorno a Roma? Ci andai molto vicino. Con Lotito e Sabatini. Ero reduce dall'esperienza al Valencia e la Lazio si era interessata a me. Purtroppo avevo uno stipendio incompatibile con il monte ingaggi della società in quegli anni".

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