'La Lazio del Millennio', Sarzanini: "Un tributo agli eroi del 2000, Eriksson mi ha lasciato di stucco"

Enrico Sarzanini, uno dei due autori di 'La Lazio del Millennio', ha raccontato ai nostri microfoni il progetto dedicato alla squadra del secondo scudetto.
11.05.2020 11:00 di Elena Bravetti Twitter:    Vedi letture
Fonte: Elena Bravetti - Lalaziosiamonoi.it
'La Lazio del Millennio', Sarzanini: "Un tributo agli eroi del 2000, Eriksson mi ha lasciato di stucco"

Il prossimo 14 maggio saranno trascorsi vent'anni da una delle più straordinarie imprese calcistiche degli ultimi anni. In campo una squadra di campioni, guidata da Sven Goran Eriksson. Enrico Sarzanini, una delle voci storiche di RDS, insieme al collega Gianluca Teodori, ha voluto omaggiare quel gruppo, vincitore di un trofeo conquistato al termine dell'infinita gara contro la Reggina, in contemporanea con la sfida tra Juventus e Perugia. Intervenuto ai nostri microfoni, ci ha raccontato il progetto dietro al libro 'La Lazio del Millennio', già acquistabile su Amazon e in vendita nelle librerie tra circa dieci giorni: "L’idea nasce prima di tutto perché tra poco festeggeremo il ventennale dello scudetto. Abbiamo deciso di ripercorrere quella che è stata una delle Lazio più forti di sempre. Io e il mio collega Gianluca Teodori abbiamo provato a ricordare una squadra che ha fatto la storia di questa società, quella più vincente degli ultimi tempi. Ci sembrava giusto darle un tributo proprio a vent'anni da quel giorno".

"SIMEONE, CHE EMOZIONE RISENTIRE LA SUA VOCE" - Nel libro delle interviste d'eccezione. Grazie alle parole di quattro protagonisti di quella squadra, sarà stato ancor più agevole ripercorrere, passo dopo passo, il secondo tricolore della storia ultracentenaria della Lazio. Si tratta di Eriksson, Nesta, Inzaghi e Simeone. "L’emozione più grande è stata quella di risentire la voce di Simeone. È un po’ il simbolo di quello scudetto. Mi ha fatto un po’ strano contattare Inzaghi, che è l’attuale allenatore della Lazio. Oggi è il tecnico di questa squadra che vuole vincere. Lui è stato gentilissimo e devo ringraziare la società per la disponibilità. Inzaghi è arrivato alla Lazio quando io ho iniziato la carriera da giornalista, quindi è stato un po’ un percorso in parallelo".

"ERIKSSON MI HA LASCIATO DI STUCCO" - Nel libro anche tante dichiarazioni inedite, che hanno lasciato sbalorditi gli stessi autori: "C’è una cosa che ci ha confessato Eriksson, ma non la svelo, do qualche indizio. Ci ha raccontato un episodio che avvenne a Formello quando lui decise di lasciare la Lazio. Mi ha lasciato di stucco, chi leggerà il libro la scoprirà. C’è anche un aneddoto su Signori, che fu mandato via proprio dallo svedese. Anche questo racconto di quel momento in cui lui lo dovette mandar via è inedito". 

ERIKSSON E INZAGHI - Inzaghi ed Eriksson, due tecnici che, in questa stagione come non mai, sono stati di frequente messi a paragone. E anche secondo Sarzanini non mancano i punti di contatto tra due figure che del rapporto con i giocatori hanno fatto il proprio baluardo: "Eriksson è stato un grande allenatore, Inzaghi anche, ma credo per certi versi può essere anche migliore. Il primo aveva una squadra pazzesca, costruita per vincere lo scudetto. Quando Cragnotti lo chiamò gli disse che veniva a Roma per vincere, non per qualificarsi in Champions. Il secondo è partito con altri presupposti, e ora sta lottando per lo scudetto. I punti di contatto ci sono. Sono due grandi conoscitori di calcio, sono appassionati, ci mettono anima e cuore e poi il segreto, che è anche la cosa che li accomuna di più, è il rapporto che loro hanno con i giocatori. È stata l’arma di Eriksson nella Lazio di allora, e ce l’hanno raccontato anche i giocatori nel corso delle interviste, e ce l’ha oggi Inzaghi. Qualsiasi giocatore dice il tecnico è il vero condottiero, il punto di forza e l’uomo in più".

"LA LAZIO DEL DUEMILA IL NOSTRO MODELLO" - Le similitudini non riguardano solamente i tecnici, bensì anche le due squadre. Ed è stato lo stesso Leiva a comunicarlo in un'intervista: "La Lazio del Duemila è il nostro modello". Simone Inzaghi, d'altronde, ha vissuto sulla propria pelle quell'impresa e ha sempre voluto trasmettere ai suoi ragazzi il carattere e l'ambizione di quelli che sono stati i suoi compagni: "Vedo grandi similitudini tra le due squadre, anche essendo completamente diverse. Hanno grande voglia di emergere, in maniera differente. Inzaghi parla talmente spesso della Lazio del Duemila, che magari qualche giocatore si è anche andato a vedere come giocava. Si saranno resi conto che quel gruppo era davvero composto da undici fenomeni, non a caso tanti protagonisti di quella Lazio sono diventati allenatori". 

VOGLIA DI CALCIO - Infine, il giornalista di Leggo si è espresso anche sulla ripresa del campionato, sottolineando il problema economico, in particolare per tutti coloro che, al contrario dei calciatori, non possono contare su stipendi a svariati zeri: "Ho la sensazione che il calcio abbia voglia di andar avanti e che c’è tutta l’intenzione di farlo. Il calcio è fatto di tanta gente normale, addetti ai lavori, che non guadagnano le cifre dei calciatori e che hanno maledettamente bisogno di questo ambiente e che questo movimento non si fermi. Si rischia di mandare sul lastrico tante famiglie, non si può non tener conto di questo. Ho la sensazione che si riprenderà, sarà difficile, non sarà il calcio che piace a noi ma sarebbe un bel segnale per tutti coloro che in questi mesi magari hanno perso un caro e che hanno dovuto fare i conti con quest’emergenza terribile. Lazio? Da quanto ci raccontano c’è grande voglia di ricominciare, di provare a vincere questo scudetto. C’è una grande voglia di poter vincere. L’elemento chiave è Luis Alberto. Sta benissimo mentalmente, ha tanti obiettivi in testa, credo possa essere davvero l’arma in più. Se gira come sappiamo noi sono dolori per tutti. Veramente non ce n’è per nessuno".

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