Lazio | Né Baroni, né Sarri: con Gattuso è arrivato il vero Belahyane

07.10.2026 11:00 di  Jessica Reatini  Twitter:    vedi letture
Lazio | Né Baroni, né Sarri: con Gattuso è arrivato il vero Belahyane
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Né Baroni, né Sarri. Nessuno sembrava essersi accorto di Reda Belahyane, compresi i tifosi ma anche addetti ai lavori e, alla fine, non sarebbe potuto essere altrimenti visto che, dal suo arrivo alla Lazio, il centrocampista non ha mai giocato. O meglio, ha avuto spazio, ma forse nessuno, prima di Gattuso, aveva capito quale spazio dovesse occupare in campo.

Eppure i presupposti sembravano essere i migliori visto che, quando è arrivato alla Lazio, ha ritrovato Marco Baroni con cui aveva lavorato a Verona, la realtà è stata invece nettamente diversa visto che, tranne per qualche scampolo di gara, non è riuscito a ritagliarsi lo spazio desiderato. Peggio ancora sotto la guida di Maurizio Sarri con cui ha collezionato appena 13 presenze per un totale di 605 minuti giocati in una stagione intera.

Il destino, in estate, sembrava essere segnato e invece la sua permanenza a Formello e il lavoro fatto su di lui da Gattuso hanno portato il centrocampista a una crescita repentina e tanto dei 13 punti conquistati dalla Lazio in queste prime cinque giornate di campionato porta la sua firma. Certo, anche il destino, ci ha messo lo zampino: Rovella si infortuna nella gara contro il Genoa, Cataldi è ancora out dopo l’operazione per la pubalgia, e quindi ecco che Gattuso decide di mandare in campo Reda.

Le prestazioni sono convincenti e i numeri parlano chiaro: sono già 323 minuti in cinque partite, la metà di quelli giocati in tutta la scorsa stagione. Gattuso ha senza dubbio il merito di aver capito dove mettere Belahyane in campo: Sarri lo aveva provato da mezzala nel 4-3-3 ma non lo aveva convinto mentre Gattuso da play lo ha messo nelle condizioni di esprimere tutto il suo potenziale.

Certo, anche il calciatore ha lavorato e non poco soprattutto nel pre-campionato, per dimostrare di poterci stare in questa Lazio. Ha lavorato, tanto da svenire, come ha racontato lo stesso mister: “Durante il ritiro è svenuto due o tre volte, veniva in ufficio da me e mi chiedeva scusa. Gli ho risposto di non preoccuparsi e di ragionare step by step. Quando vedo impegno, ragazzi che vogliono imparare, per me è una soddisfazione”.

Insomma, cinque partite sono poche perché una sensazione diventi una certezza ma una cosa è innegabile: più gioca, più cresce, più migliora e adesso, senza dubbio, Rovella e Cataldi hanno un concorrente più con cui lottare.

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Jessica Reatini
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