Lazio, Luka ‘Marsiglia’ Peroš: “La Casa di Carta il mio premio. Boksic un idolo, ma tifo…”

Traduzione a cura di Gianmarco Filizzola
25.04.2020 07:25 di Lalaziosiamonoi Redazione   Vedi letture
Fonte: Carlo Roscito e Daniele Rocca - Lalaziosiamonoi.it
Lazio, Luka ‘Marsiglia’ Peroš: “La Casa di Carta il mio premio. Boksic un idolo, ma tifo…”

Tuta rossa e maschera di Dalì. Da semplice serie tv a fenomeno mondiale, "La Casa di Carta" ha attratto milioni di fan in tutto il mondo. Una calamita sociale che ha fatto innamorare, litigare, ridere, piangere, discutere, esultare. La prima stagione, divisa in due metà, la seconda composta (per il momento) da altre due parti. Ed è qui che entrano in gioco nuovi personaggi, nuovi volti, nuove città. Marsiglia arriva alla serie spagnola partendo dalla Croazia: la nostra redazione ha intercettato Luka Peroš, l’attore che interpreta il membro esterno della banda, l’uomo in più del Professore, quello in maggior movimento di tutta la storia. La Casa di Carta, la carriera d’attore, lo sport e anche il calcio, con un connazionale arrivato in biancoceleste proprio dal Marsiglia.

+++CONTIENE SPOILER+++

CALCIO E LAZIO - "Negli anni ’90 il mio idolo era Alen Boksic, non lo conosco personalmente ma lo adoro. Ho seguito tutta la sua carriera, da quando era al Marsiglia e poi il passaggio alla Lazio. Dopo è stato ceduto alla Juventus per poi tornare alla Lazio una seconda volta. Ho tanti amici che sono diventati grandi tifosi biancocelesti grazie a lui. E se nel ’98 non si fosse infortunato, forse la Croazia avrebbe potuto vincere i Mondiali in quell’edizione. Seguo molto il calcio, principalmente la nazionale croata. Amo Barcellona, dove vivo, e il Barcellona come club, ma non scelgo una singola squadra da tifare. Mi piacciono le belle squadre, quelle che giocano un bel calcio, mi piace guardarle così come gli altri sport. Non mi interessa tutto quello che c’è intorno il business, i soldi… Il nostro è un paese che a dispetto della grandezza produce tanti talenti, non solo nel calcio, anche nel basket, nella pallamano, nello sci. Non so perché, ma siamo molto competitivi. La storia della Croazia nella finale dei Mondiali è un po’ come Davide contro Golia, quindi simile alla Casa di Carta, e anche se non abbiamo vinto in cuor mio è come se lo avessimo fatto".

LA CASA DI CARTA, LA CASA DI TUTTI - “Per me è stata una grande sfida. È stato divertente ma anche molto duro visto che stavo entrando in una famiglia già rodata. Tutti i ragazzi del cast mi hanno dato una mano, quindi è continuato il successo delle prime due stagioni anche grazie a questa famiglia. Anche se il motivo principale penso che sia la storia del Robin Hood: le persone si sono identificate in questa lotta contro l’establishment e soprattutto contro le banche, che sono il nemico principale delle persone comuni. Il mio personaggio preferito? Sono indeciso tra Palermo e Nairobi. La sua morte? In quel momento non ero sul set. Come spesso mi è accaduto ho girato delle scene totalmente da solo. Ma posso dirvi che è stato molto commovente per tutti visto che oltre a essere una bravissima attrice, Alba Flores è anche una bellissima persona. Ci sono state molte lacrime quando l'abbiamo salutata”. 

MARSIGLIA, CHE PERSONAGGIO - “All’inizio sapevo ben poco perché gli sceneggiatori cambiavano in corso d’opera la storia, anche quando si girava, loro nel frattempo scrivevano le nuove scene. Io non sapevo niente del ruolo, se non quello che avrei indossato e qualche dettaglio del mio personaggio: la sfida più grande è stata proprio questa. Marsiglia è un ex militare spietato, ma che ama gli animali. Nella mia carriera ho fatto sempre il duro o il cattivo, invece in questo qui c’è un po’ di tutto, entrambi gli aspetti. Infatti anche io non vedo l’ora di sapere cosa gli succederà da qui in avanti. Doppiaggio? Io parlo 8 lingue e mi sono doppiato in quasi tutte le versioni, tranne in turco, infatti lì sono arrabbiati con me (ride, ndr.). In Croazia non si doppiano le voci nei film, lo si fa solo per i cartoni animati per i bambini. Per questo è stato un lavoro in più che ho dovuto fare, non ero abituato neanche a sentire la mia voce”.

IL FINALE DA SCOPRIRE - “Come andrà a finire? Vi rispondo in un modo che tutti possono capire: boh! Non lo so ragazzi. Non ho idea di quello che succederà da qui in avanti. Nessuno sa nulla, nessuno ha ricevuto alcun copione. Per farvi capire: abbiamo saputo che avremmo girato con un elicottero appena cinque giorni prima della riprese, quindi mi dispiace ma non posso dirvi assolutamente niente. La mia carriera? Ho vissuto in tante città in giro per il mondo, compreso Barcellona dove vivo. Qui ho iniziato con il teatro, che amo molto e al quale mi sono dedicato per cinque anni, e poi anche con il cinema per costruire la mia carriera con il duro lavoro. Sono un tipo molto testardo e questo mi ha aiutato anche nell’arrivare a recitare in film importanti e La Casa di Carta è il premio per quanto fatto in tutta la mia vita lavorativa”.

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Pubblicato il 24/04 alle ore 23:00