Lazio, Wilson: "Immobile è un grande capitano, il ritiro va accettato. Occhio a Vlahovic..."

L'ex capitano biancoeleste ha affrontato in esclusiva ai nostri microfoni i temi caldi della settimana: dal ritiro punitivo alla sfida con la Fiorentina
27.10.2021 07:15 di Tommaso Marsili Twitter:    vedi letture
Fonte: Tommaso Marsili - Lalaziosiamonoi.it
Lazio, Wilson: "Immobile è un grande capitano, il ritiro va accettato. Occhio a Vlahovic..."

 Questa sera va in onda la trasmissione Football Crazy alle 20:30 su Gold Tv di Pino Wilson. Ricordandoci l'appuntamento, lo storico capitano ha affrontato in esclusiva ai nostri microfoni i temi caldi della settimana biancoceleste: "Parleremo di questo e altri temi, non soltanto di Lazio ma su tutto il campionato".

Dopo la sconfitta di Verona è scattato il ritiro a Formello. Crede sia la soluzione giusta per ritrovare la mentalità giusta?

"Di solito si usa andare in ritiro quando le cose non vanno bene e si cerca di amalgamare meglio il gruppo. Probabilmente ci sono stati segni di insofferenza. L'allenatore ha deciso, è lui che tiene le redini della situazione e cerca di trovare una soluzione".

Lei che è stato giocatore, come viene vissuto? Si cerca di trarre il meglio dal peggio o si pensa soltanto sia una punizione?

"E' una situazione che devi accettare, anche se in modo coercitivo, perché le cose non vanno bene. Come si suol dire, si fa buon viso a cattivo gioco. Ovvio che non sia piacevole stare 3/4 giorni fuori casa, ma è altrettanto vero che se le cose non girano per il verso giusto si prova a migliorare anche con soluzioni drastiche. Volenti o nolenti bisogna accettarlo".

In questi anni la forza della Lazio è sempre stata il gruppo. Ora sembra che questo elemento sia venuto a mancare. Come mai?

"L'alternanza delle buone prestazioni ad alcune meno felici, quindi la mancanza di continuità che tutti pensavamo avessimo ripreso dopo il derby e dopo l'Inter, ha riaperto la ferita non rimarginata. In special modo dopo il Verona, inferiore rispetto ai biancocelesti per valore tecnico, che aveva subito 19 gol e conquistato 8 punti in classifica. Trovare una causa definitiva è difficilissimo. L'opinione esterna non potrà mai essere come quella di chi sta vivendo la situazione da dentro lo spogliatoio". 

Arriva subito l'opportunità di rialzare la testa: domani all'Olimpico c'è la Fiorentina, squadra in salute che viene da una vittoria per 3-0 sul Cagliari. Che ci dobbiamo aspettare da questa partita? 

"Una reazione sicuramente, soprattutto dal punto di vista caratteriale. Non ci sono mezzi termini, bisogna vincere la partita. Capitiamo in un momento in cui la Fiorentina sta bene, ahimè: la vittoria in campionato è stata abbastanza eloquente nonostante le problematiche interne con il mancato rinnovo di Vlahovic. Continua a buttarla dentro, questo è sintomo di validità. Non a caso è seguito da squadre di un certo prestigio. Sarà una gara difficile, ma che dobbiamo assolutamente fare nostra".

Si è criticato molto l'assetto difensivo, soprattutto dopo i 17 gol subiti. Ci sono lacune tattiche oggettive o è semplicemente mancanza di lucidità, come sta avvenendo negli altri reparti?

"Va ricordato che al Bentegodi il reparto arretrato era composto da due elementi non titolari e che Radu non aveva mai giocato una partita ufficiale prima. Questo denota che la squadra, soprattutto in alcuni ruoli critici, non è ben coperta. Al di là di questo anche gli altri, i cosiddetti titolari, stanno giocando al di sotto delle loro possibilità. Uno addirittura non trova posto dall'inizio, pur essendo di altissimo spessore tecnico: stiamo parlando di Luis Alberto". 

Nel post partita il capitano Immobile ha rilasciato delle dichiarazioni importanti. Avendo lei indossato la fascia al braccio nella storica 'Banda Maestrelli', pensa abbia fatto bene?

"Le sue parole credo abbiano del fondamento, soprattutto per il ruolo che ha all'interno dello spogliatoio. I compagni avranno preso il meglio dalle sue dichiarazioni, dettate anche dalla posizione che ha in campo e non solo perché indossa la fascia al braccio".

Secondo lei può giocare un ruolo fondamentale, quasi da paciere, nella vicenda tra l'allenatore Sarri e il compagno Luis Alberto?

"Io non so quali siano i rapporti tra Luis Alberto e Sarri, di ufficiale non è uscito nulla e quindi solo loro sanno la verità. Il fantasista non mi pare uno che si accontenti di entrare a mezz'ora dalla fine della partita".

Pubblicato il 26/10