Lazio, Lotito: “Ricevo ancora minacce, sono costretto a vivere sotto scorta”

Il presidente della Lazio Claudio Lotito ha rilasciato un'intervista a Libero, soffermandosi sulla battaglia contro il tifo violento.
14.11.2019 11:01 di Lalaziosiamonoi Redazione   Vedi letture
Fonte: Elena Bravetti
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Lazio, Lotito: “Ricevo ancora minacce, sono costretto a vivere sotto scorta”

Il presidente della Lazio Claudio Lotito ha rilasciato una lunga intervista a Libero, soffermandosi sulla battaglia personale che sta portando avanti contro il tifo violento: “Per combatterli, vivo sotto scorta. Sono criminali che fanno soldi con il calcio. Io ho sempre operato con una netta separazione tra il ruolo del Presidente e quello dei tifosi: loro sono appassionati che devono sostenere la squadra con il cuore nel rispetto delle regole. Il Presidente invece è custode del patrimonio storico e sportivo della società senza scendere a patti e compromessi e senza farsi condizionare nelle scelte gestionali e strategiche».

MINACCE"Inoltre sono stato il primo ad arginare i delinquenti azzerando i benefits: niente abbonamenti e biglietti gratis, basta con le trasferte pagate dalla Lazio. Da una parte questo mio comportamento ha consentito alla società di interrompere un connubio censurabile sotto tutti i punti di vista, dall’altra parte ha acuito minacce e intimidazioni nei miei confronti, ed ancora oggi sono costretto a vivere sotto scorta. Ho dovuto sopportare negli anni e continuo a sopportare tutt'oggi una forte azione di dissenso, con strumenti leciti ed illeciti, che ha limitato la libertà personale mia e della mia famiglia".

D'ANGELO - "Ho fortemente voluto una figura professionale di altissimo livello quale quella del Prefetto D’Angelo. Proprio in considerazione della mia ferma decisione di stare sempre dalla parte delle istituzioni e della legalità. Grazie ad una proficua collaborazione quotidiana siamo in grado di poter dar risposte immediate ad ogni iniziativa volta a destabilizzare la credibilità e la serenità dei giocatori e del club e tesa a minare l’immagine della società anche all’estero".

EMERGENZA ULTRAS - "Per lungo tempo in passato è stato sottovalutato il fenomeno dei violenti che, comunque, oggi rappresentano una minoranza rispetto a chi sostiene la propria squadra del cuore con passione autentica e nel rispetto dei valori dello sport e della legalità".

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