Lazio | Tra liti in allenamento e gli scherzi di Chinaglia: il ricordo del "Maestro"

07.10.2022 09:00 di Lalaziosiamonoi Redazione   vedi letture
Fonte: Lavinia Saccardo - Lalaziosiamonoi.it
Lazio | Tra liti in allenamento e gli scherzi di Chinaglia: il ricordo del "Maestro"
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Che Lazio quella allenata da Maestrelli. Mostri sacri divisi in due squadre e per "squadre" non si parla solo delle partitelle in allenamento. Chinaglia schierato da una parte e il duo Martini - Rececconi dall'altro. Non si potevano vedere, soprattutto Frustalupi che odiava Wilson. I due vennero addirittura alle mani in occasione di un fallo di Pino a Nanni, Maestrelli prese il pallone e con estrema calma disse: "Punizione per i rossi". In campo e fuori era una continua lite, un continuo dispetto, ma la domenica in campionato guai a chi toccava Frustalupi a Wilson. La rassegna di Radiosei ricorda così "il Maestro" che oggi avrebbe compiuto 100 anni. Il 7 ottobre 1973 la Lazio era in ritiro all'Hotel America, sulla via Aurelia e Chinaglia non si svegliò. A nulla servirono i solleciti dei compagni. Per svegliare il bomber ci volevano le maniere forti, per questo entrò il tecnico, alzò la serranda, gli tolse le coperte ma davanti si trovò una scena inaspettata: Giorgio era completamente nudo e con gli scarpini ai piedi perché a detta sua "erano nuovi, dovevo metterli in forma". Quella Lazio fu campione d'inverno e dello storico derby con lo stesso Chinaglia che corse sotto la Sud (oggi Curva Maestrelli nelle sfide casalinghe), un fatto che scatenò i tifosi giallorossi tanto che la moglie e i figli dovettero andar via da Roma. Arrivò anche una lettera di minacce. 

Il 12 maggio del '74 come di consueto Maestrelli consegnò le maglie ai suoi nel pre partita, mentre Lenzini e Pulici mettevano in atto il loro gesto scaramantico nei sotterranei tirando quel rigore che doveva sempre esserci. Come andò quella partita lo sanno tutti, è scritta nella storia. Durante la festa scudetto Chinaglia urlò a Lenzini: "Presidente, ora deve aumentarmi lo stipendio". "Chinà ma già te ne do 100, sei il più pagato d'Italia". "E io ne voglio 200", tra abbracci e risate.

Ma Maestrelli era amato da tutti, tifosi, calciatori, persone del cinema, da Eduardo De Filippo a Walter Chiari. L'allenatore fu l'unico ad aver vinto il riconoscimento per tutti e 3 i campionati professionistici "Seminatore d'Oro". Seguirono anni difficili per la Lazio, dalla squadra che perdeva pezzi all'improvvisa malattia del mister. Tra "santoni" e le migliaia di tifosi sotto le finestre della clinica, tra giocatori che lo assistevano e la speranza a cui tutti si aggrappavano. Maestrelli se ne andò il 2 dicembre del 1976, ma ogni domenica è sempre lassù, "che ce sta a guardà".