Lazio Nuoto, il pres. Moroli: "Se il Tar rigetta il ricorso dovrò chiedere il fallimento della società"

La Lazio Nuoto, qualora dovesse essere rigettato il ricorso al Tar, rischia seriamente il fallimento. Ecco le parole del presidente Massimo Moroli.
17.09.2019 15:05 di Francesco Mattogno Twitter:    Vedi letture
Lazio Nuoto, il pres. Moroli: "Se il Tar rigetta il ricorso dovrò chiedere il fallimento della società"

Continua la lotta della Lazio Nuoto contro il bando della Piscina Garbatella. La gara è stata vinta da una società fantasma che ha offerto al comune di Roma una cifra impareggiabile dal club biancoceleste, che ora rischia di sparire. L'unica speranza risiede nel ricorso al Tar: qualora il tribunale lo rigettasse, sarebbe la fine per la Lazio Nuoto. Il presidente Massimo Moroli sarebbe infatti costretto a ritirare la squadra dal campionato di A1 di pallanuoto e chiedere il fallimento della società. Ecco le sue parole rilasciate a Retesole Tg Lazio (clicca qui per vedere il servizio): "Noi ci auguriamo che questa storia, durata tanti anni, non finisca qui. Io penso che questo bando sia un pasticcio colossale. Questa piscina è gestita in maniera perfetta, un impianto tenuto in maniera esemplare con un inserimento nel territorio importantissimo e con grande affluenza di pubblico. Per questo ha mosso l'interesse di grandi società italiane e gruppi specializzati nella gestione d'impianti, i quali, però, per rispetto alla Lazio Nuoto si sono ritirati. Sono rimaste in gara solo tre candidate, tra cui una società fantasma costituita da soli due anni, non affiliata alla FIN (Federazione Italiana Nuoto ndr), senza tesserati, senza tecnici, senza aver mai gestito un impianto, senza bilancio. E che spara un'offerta economica 12 volte superiore alla basa d'asta, che non è stata applicata in nessun altro impianto comunale. Bisogna anche fare un ragionamento che esuli solo dal denaro. Perché se questi signori offrono 12 volte la base d'asta, noi offriamo 50 volte di più con tutto il lavoro sociale che facciamo. Non ci mettiamo in tasca neanche un euro, tutto viene reinvestito per la gestione della piscina” - poi conclude - “Faremo ricorso al Tar. Ci auguriamo che sul piano giuridico si rendano conto dell'assurdità di quello che si sta compiendo. Questo impianto è la fonte del sostentamento di tutte le nostre attività, se il Tar dovesse confermare la decisione del comune di Roma saremmo costretti a ritirare la squadra dal campionato e penso che chiederemo il fallimento della società”.

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