Funerali Diabolik, il Messaggero: “Ultrà pronti a ignorare i divieti”

Come riporta il Messaggero, gli Ultrà (della Lazio e non solo) sarebbero pronti a violare il diktat della Questura e presentarsi al funerale di Diabolik.
12.08.2019 14:15 di Francesco Mattogno Twitter:    Vedi letture
Funerali Diabolik, il Messaggero: “Ultrà pronti a ignorare i divieti”

La decisione della Questura di far celebrare privatamente i funerali di Fabrizio “Diabolik” Piscitelli ha causato un'ondata di indignazione, partita dalla famiglia del defunto e culminata con le proteste di tutto il mondo ultras, Lazio e non solo, di cui Diabolik era un punto di riferimento. La richiesta di Angela Piscitelli, la sorella di Fabrizio, è stata chiara: se il Questore decidesse di non fare un passo indietro e optare per la cerimonia pubblica, i familiari non parteciperanno al funerale e "prenderanno atto della scelta nelle sedi competenti". Come riporta il Messaggero, la lettera si è tradotta poi in un'istanza urgente presentata al Tar del Lazio per chiedere la sospensione del provvedimento in attesa dell'udienza sul merito: cioè sul fatto che l'ordinanza della Questura contenga, o meno, i presupposti giuridici necessari a non far celebrare pubblicamente le esequie di Diabolik. Data l'urgenza, il Tribunale potrebbe pronunciarsi entro questa settimana, generando due possibili scenari.

GLI SCENARI - Il primo prevede che l'istanza sia accolta, permettendo alla famiglia Piscitelli di commemorare con dei funerali pubblici il defunto. Questa eventualità, però, farebbe slittare la cerimonia funebre alla fine del mese per permettere alla Questura di prepararsi a gestire l'evento, ritenuto comunque pericoloso per l'ordine pubblico. La seconda possibilità è che il Tar rigetti l'istanza. In questo caso il Questore di Roma potrebbe decidere di non tornare indietro e far celebrare i funerali già martedì 13 in forma privata, come previsto dal suo provvedimento. Una situazione complessa, perché - come ricorda l'avvocato della famiglia Piscitelli - “Anche qualora l'istanza venisse rigettata, più avanti verrà comunque fissata una sentenza sul merito del suo provvedimento. E se alla fine dovessero darci ragione?”. Inoltre, il pericolo maggiore – secondo il Messaggero – è che migliaia di tifosi (non solo della Lazio, ma provenienti da tutta Italia ed Europa per via dei gemellaggi) raggiungano il cimitero di Prima Porta, dove si dovrebbe tenere il funerale privato, violando le indicazioni della Questura e causando disagi di ordine pubblico.

LA SOLUZIONE - L'obiettivo è evitare, riporta sempre il Messaggero, di riaccendere la miccia dell'odio negli stadi proprio a ridosso dell'inizio della Serie A. La soluzione sarebbe quindi quella di una mediazione tra la famiglia e la Questura, a prescindere dalla decisione del Tar, garantendo ai familiari un funerale pubblico ma senza cortei (anche brevi) a seguito della bara, né camera ardente.

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