Lazio, il caso Motta scuote la Juve: chi lo ha scartato?
Tra accuse e retroscena, emergono nuovi dettagli.
Non è più solo una storia di crescita individuale. È diventata un caso. Il nome di Edoardo Motta rimbalza nelle ultime ore anche dalle parti di Torino, ma non per ciò che sta facendo oggi. Il tema è un altro: perché la Juventus lo lasciò andare? E soprattutto, chi prese quella decisione? In un ambiente già scosso da risultati altalenanti e scelte discusse, si è aperta una vera e propria caccia alle streghe. Nelle ricostruzioni che stanno circolando, il primo nome finito sotto i riflettori è quello di Cristiano Giuntoli, già nel mirino per alcune operazioni non riuscite del recente passato bianconero. Ma attenzione: la storia, se letta bene, porta altrove.
Perché la decisione su Motta non nasce ai piani alti della prima squadra, ma dentro il settore giovanile. Secondo quanto emerge incrociando ricostruzioni e fonti, la scelta di non confermarlo dopo il percorso in Under 15 fu presa dal dirigente del vivaio Massimiliano Scaglia, su consulto tecnico dello staff dell’epoca. In particolare, il nome che torna è quello di Filippi, figura interna al mondo Juve giovanile, coinvolta nella valutazione tecnica del ragazzo. Il giudizio? Motta veniva considerato “in ritardo” nel percorso di crescita, non pronto per proseguire a quei livelli. Una valutazione che oggi, col senno di poi, pesa come un macigno. Perché al suo posto la Juventus scelse di puntare su Giovanni Daffara, profilo ritenuto più in linea con il progetto di allora, poi finito all’Avellino.
E qui nasce il cortocircuito. Perché mentre Motta cresce, si afferma e torna sotto i riflettori, la Juventus si guarda indietro e si interroga. Non è la prima volta che succede, ma questa volta la vicenda assume contorni più forti. Perché si inserisce dentro un momento delicato, dove ogni scelta del passato viene rimessa in discussione. E allora la domanda resta sospesa, quasi scomoda: errore di valutazione o semplice traiettoria diversa? Nel calcio le strade si dividono ogni giorno, ma non tutte tornano a incrociarsi con questa forza. E oggi, nel nome di Motta, la Juventus si ritrova a fare i conti con se stessa.
