Turchia: 'No comment' di Roma, Milan e Juve. Polemica per la finale di Champions League

C'è grande fermento nel mondo del calcio a causa della situazione legata alla Turchia. Ecco un riepilogo di ciò che sta accadendo.
14.10.2019 15:35 di Francesco Mattogno Twitter:    Vedi letture
Turchia: 'No comment' di Roma, Milan e Juve. Polemica per la finale di Champions League

L'azione militare della Turchia a nord della Siria sta avendo forti ripercussioni anche sul mondo del calcio. Serve dunque un riepilogo, a partire dai club italiani coinvolti. Nell'ultima settimana, infatti, non sono mancati gesti - concreti, e simbolici - di sostegno alla guerra da parte di alcuni calciatori della Serie A. Si tratta di Under, Demiral e Calhanoglu, tesserati rispettivamente di Roma, Juventus e Milan. Tutte e tre le società, interpellate in merito, hanno eluso le domande della stampa uscendone con un “No comment” dal sapore di indulgenza. Il romanista e lo juventino avevano mostrato esplicito appoggio all'invasione sui social, mentre il trequartista rossonero ha partecipato - insieme ai compagni di nazionale - al saluto militare post Turchia - Albania (poi condiviso anche su Instagram). Ne usciranno tutti e tre senza conseguenze. L'unico club ad aver preso le distanze da un suo tesserato (Cenk Sahin ndr) per un comportamento simile è stato il St. Pauli, squadra di B tedesca. Ma è solo la punta dell'iceberg.

NAZIONALE E CHAMPIONS LEAGUE - Il gesto della nazionale turca continua a far discutere, specialmente in Francia. Il motivo è semplice: questa sera i galletti affronteranno la Turchia nell'ottava giornata del girone di qualificazione a Euro 2020. Dai social francesi si stanno levando proteste e hastag: #AnnulationMatchFranceTurquie. “Annullate la partita”, in poche parole. Che poi sono anche quelle del ct Deshamps, abile nel schivare le domande sul tema in conferenza stampa. Molto più decisi, invece, tanti esponenti del governo di Macron che hanno richiesto esplicitamente alla UEFA la cancellazione della partita. Il Ministro degli Esteri, Le Drian, ha promesso di disertare lo Stade de France questa sera. Mentre la leader nazionalista Marine Le Pen si è spinta oltre: “È tempo che la Uefa sanzioni questa deriva politica della Federcalcio turca!”, ha scritto su Twitter. A tal proposito, a gran voce sui social si sta chiedendo anche di revocare a Istanbul la finale della prossima Champions League. La capitale turca sarà infatti città ospitante della partita più importante dell'anno, ma il vice-presidente dell'Uefa, l'italiano Michele Uva, non sembra preoccupato: “Revocare una finale è un atto forte. Penso che ora non siamo nemmeno nelle condizioni di discuterne”, ha detto a Radio Anch'io Sport. Poi la conferma a Radio 24 - "Francia - Turchia si gioca"  - e un ricordo di ciò che gli successe nel suo passato in biancoceleste: "lo ero direttore generale della Lazio quando, proprio in Turchia, si gioco’ Lazio-Galatasaray dopo il crollo delle torri gemelle". Ma la situazione appare comunque insidiosa: di questo passo il calcio rischia di finire risucchiato nel buco nero della politica internazionale.

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