Lazio e il rapporto squadra-tifosi: il parere di Colomba, De Biasi e Cagni
Gianni De Biasi, Luigi Cagni e Franco Colomba, intervenuti ai microfoni di Lazio Style Radio, hanno parlato della situazione di casa Lazio, si sono espressi in particolare sul rapporto tra squadra e tifosi, partendo dalle dichiarazioni di Sergio Cragnotti, presente all'Olimpico per Lazio-Como. L'ex CT dell'Albania, per primo, ha spiegato:
"Sottoscrivo tutto. Il tifoso dev'essere dalla parte della squadra costantemente. Capisco che possano esserci sogni, fantasie erotiche dentro la testa. È chiaro che ognuno può dire la sua, ma i dirigenti lavorano sempre per il bene della propria squadra. Poi le cose possono andar bene, funzionare o meno, però quello che non deve mancare è di vivere tutto quello che succede con passione, rammaricandosi anche se le cose non vanno, ma quando le cose girano appena appena, cercare di spingere il più possibile".
Parere diverso quello di Luigi Cagni: "Posso dissentire da quello che ha detto Cragnotti? Il tifoso vive di pancia, non puoi pretendere che dicano quello che vuoi tu. E poi vi dico una cosa che a me è sempre capitata. Quando un giocatore dà tutto, è a posto, nessuno lo può criticare. Sono pochi quelli che ti rompono le scatole se butti l'anima e lo fai vedere. Chiaro è che devi comportarti da professionista, essere sempre nelle condizioni di dare il meglio. È un dovere che hai nei confronti dei tifosi. In 50 anni di calcio, non mi è mai capitato che mi criticassero per l'impegno. Per il resto è tutto normale, dimmi uno stadio in cui non c'è nessuno che critica o ci sia un minimo di contestazione. L'Italia è questa qua. Noi siamo questi, viviamo tutto di pancia, con passione. Mi puoi criticare sotto l'aspetto tattico, ma su quello comportamentale mai. Sia giocatori che l'allenatore, quando fai questo sei a posto con la coscienza. Ieri sera i giocatori dovevano adattarsi meglio alla situazione, dovevano dare anche una mano all'allenatore, soprattutto quelli esperti".
Infine, ha concluso Colomba: "La critica di Cragnotti alla Curva? Detto da un presidente che ha fatto la storia della società credo che sia importante. Ci sono delle situazioni che sono diventate croniche in certe piazze, non c’è quel rispetto che ci dovrebbe essere verso la dirigenza, perché la squadra vorrebbe essere equiparata alle grandi del calcio italiano. Quando ci sono queste annate che non sono delineate in positivo, ecco che la tifoseria manifesta il proprio dissenso. Come ha detto Cragnotti non è che serva a molto. C’è un proprietario che decide e cerca di fare del proprio meglio, non ha alcun interesse a fare una squadra che non possa competere. Certo farlo con le grandissime non è facile, bisogna capire che una squadra se va in campo con già delle orecchie il dissenso continuo vincere non è facile”.
