Steri: "Gli inizi alla Roma, Inzaghi e il disamore a causa della società"
Ex calciatore della Lazio Primavera, Gianmarco Steri si è fatto conoscere al pubblico della TV per la sua partecipazione a Uomini e Donne, nelle vesti di tronista. Intervenuto ai microfoni di Radiosei, ha ripercorso la sua carriera: dagli inizi da piccolo nella Tor Tre Teste al passaggio alla Roma, fino alla richiesta di svincolo per giocare nella Lazio. Poi ancora la situazione attuale, con la contestazione e la presa di posizione da parte dei tifosi. Ecco le sue parole:
“Il mio tifo per la Lazio proviene dalla mia famiglia, anche se in questo momento storico sono disamorato da tante situazioni che vengono da lontano.
Sono 10-15 anni che questa è la situazione e da ex calciatore della Lazio Primavera qualcosa ho vissuto e non mi è piaciuto. Sono anni che, per colpa di questa società, l’amore mi sta tornando indietro. Sono contento che i tifosi della Lazio siano schierati in un certo modo, è giusto così. Ho partecipato alle iniziative della tifoseria organizzata, sono stato sempre molto attivo. Non serve prendere fenomeni per far sognare una tifoseria, ora c’è una grande distanza davvero.
Io ho iniziato a giocare molto piccola al Tor Tre Teste, a 10-11 anni mi ha preso la Roma. Ricordo che andavo al campo con il portachiave della Lazio sulla borsa giallorossa. Essendo laziale c’erano molte prese in giro, ma di laziali in quella squadra ce ne erano molti. Anche il figlio di Luca Marchegiani. Poi, ho fatto calcisticamente una scelta sbagliata. Ho chiesto lo svincolo alla Roma per giocare nella Lazio. Ho fatto un bellissimo primo anno, poi ho avuto un po’ di problemi, anche fisici. Mi sono operato al crociato ed il recupero è stato faticoso. Sono stato con Bollini ed Inzaghi nella Primavera.
Non avevo la percezione che Inzaghi potesse diventare quello che come tecnico è diventato. Rispetto a Bollini era più comunicativo, ma a livello calcistico c’ha insegnato meno. Era più gestore da prima squadra. Venendo dalla Roma ho percepito tante differenze. Comunicative, di organizzazione, investimenti, di gestione, anche di infortuni. La percezione nella Lazio era di stare di più in una società dilettantistica”.
