CONFERENZA – Reja suona la sveglia: "Con il Bari è quasi determinante, voglio undici leoni… il tempo dei blocchi psicologici è finito"

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13.03.2010 20:34 di  Daniele Baldini   vedi letture
Fonte: Daniele Baldini - lalaziosiamonoi.it
CONFERENZA – Reja suona la sveglia: "Con il Bari è quasi determinante, voglio undici leoni… il tempo dei blocchi psicologici è finito"
© foto di Lalaziosiamonoi.it

FORMELLO – Alla vigilia del delicato impegno casalingo con il Bari, il tecnico della Lazio Edy Reja ha incontrato gli organi di informazione presso la sala stampa del centro sportivo di Formello. Di seguito la conferenza integrale del tecnico friulano:

Mister, con il Bari sarà una partita decisiva?
“Non è ancora decisiva, ma si può dire che sia quasi determinante. Sono scontri che dobbiamo assolutamente vincere, che vanno interpretati nella maniera giusta. I ragazzi lavorano bene, ma serve una prestazione decisiva. Chiaro che non sarà facile, c’è un grande peso da sopportare, ma confido nel carattere della squadra”

Ieri ha fatto delle tabelle salvezza…
“Fare tabelle serve a poco, bisogna giocare partita dopo partita. Ora abbiamo questa gara che riveste un’importanza quasi fondamentale. Servono prestazioni di grande carattere, spessore, è questo quello che mi aspetto, senza fare conti e tabelle. Voglio vedere grande intensità e convinzione”

Ma secondo lei questa squadra ha il carattere per farcela?
“Bisogna che lo tiri fuori. Se abbiamo questi punti è perché in passato ci siamo sentiti troppo forti. I valori ci sono, ma vanno messi a disposizione del collettivo. Senza la voglia e la determinazione, le qualità vanno a farsi benedire. In questo momento, va data un’impronta importante, ma allo stesso tempo dobbiamo restare lucidi”

All’andata la Lazio soffrì molto il Bari…
“La Lazio ha sofferto con molte squadre. Le insidie sono sempre quelle: hanno giocatori veloci, una squadra organizzata che gioca a memoria, hanno soluzioni importanti sulle fasce. Ma quello che conta è che la Lazio faccia la prestazione. L’avversario deve essere rispettato, ma nono deve esserci nessuna paura”

Ci saranno molti tifosi allo stadio…
“Questa è una grande notizia, ultimamente lo stadio della Lazio non era come lo ricordavo in passato. Ci aiuteranno, ma la cosa importante è che i nostri sostenitori vadano via anche gratificati dalla prestazione e dal risultato, questo è il mio augurio”

Intende apporre delle modifiche all’assetto difensivo?
“Giocando a tre bisogna essere in grado di impostare la manovra anche da dietro. Ma al di là delle qualità e del discorso tecnico, domani si deve mettere in campo il cuore. Poi è chiaro che quando sei in possesso di palla devi saperla giocare anche da dietro, bisogna avere meno apprensione e mettere in condizione le punte di giocare palloni giocabili”

Si aspetta molto anche da Matuzalem?
“Matuzalem è importante, ha grandi doti tecniche e dinamiche. Sa scegliere i tempi giusti, non ha paura quando è in possesso di palla, verticalizza, fraseggia. Noi abbiamo bisogno di un Matuzalem in buone condizioni. In settimana mi ha detto che si sente bene, ora vediamo se riesce a giocare per l’intera gara con la stesa intensità”

Quanto mancherà Zàrate e cosa pensa dell’iniziativa della Curva?
“Zàrate è un valore che ci viene meno, riesce a creare superiorità numerica spesso. L’iniziativa l’ho accolta in maniera positiva, credo sia giusto che la gente si fonda con i giocatori, a maggior ragione Zàrate che è molto amato”

Ma pensa che tra la gente e i giocatori non ci sia abbastanza empatia?
“Gran parte dei giocatori che sono qui c’erano anche negli altri anni. Non credo sia cambiato il rapporto con i tifosi. Questa è una squadra che già è stata conosciuta, ma i tifosi vogliono vedere i risultati, perché questa è una squadra che deve lottare da metà classifica in avanti. Un po’ di malumore è giusto che ci sia, ma non è che questi tifosi non siano vicini alla squadra”

Che ne pensa del momento di Kolarov? Giovedì ha avuto dei problemi con i tifosi…
“Non è stato massacrato, c’è solo stato un po’ di nervosismo. I giocatori non sono tranquilli, anche loro si rendono conto della situazione. Un po’ di nervosismo può starci, anche se rispondere al pubblico non va mai bene. In amichevole si era molto impegnato, ha fatto tante volte la fascia, si è sentito un po’ toccato, ma non è che abbia offeso nessuno”

Insomma ci vuole grinta…
“Bisogna ritrovare undici leoni, undici giocatori che ricerchino sempre con lucidità la pressione, ci vuole forza, temperamento e determinazione. Non ci sono altre medicine, ma solo la massima convinzione. Il risultato non si fa con le parole, ma con l’atteggiamento. Tutti devono aiutarsi in campo”

Ma questi aspetti pensa che la squadra ce li abbia dentro?
“Io la conosco da un po’ di tempo, durante la settimana vedo aggressività ed impegno, ma ora serve che venga fuori anche in partita. Dipende anche delle caratteristiche, forse questo è un gruppo che tende a privilegiare il giocare la palla, ma serve qualcosa in più. Riusciamo a farlo a tratti, non con continuità. Prevalentemente tutto dipende da un blocco mentale, psicologico, ma ora basta, non è più tempo per questi timori”

Ma questa squadra ha bisogno di un leader?
“Non è una questione di leader, tutti devono essere importanti, anche chi gioca un solo minuto. Ci sono varie tipologie di persone e di giocatori: ci sono i leader momentanei, quelli silenziosi e quelli che prendono in mano la situazione”.